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Dopo San Salvatore anche Mirabello dice «no!» al gioco d’azzardo e all’indifferenza

Anche il Comune di Mirabello Monferrato, dopo quello di San Salvatore, manifesta la sua contrarietà al gioco d’azzardo e alle cosi dette macchine ‘mangiasoldi’. Domani, infatti, mercoledì 31 luglio, il Consiglio Comunale del paese monferrino sarà chiamato ad esprimersi in merito. «Cento miliardi di fatturato - spiegano da Mirabello - 4% del Pil nazionale, la terza industria italiana. 400 mila slot machine, 15 milioni i giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 1 milione i casi cronici in cura dietro i quali ci stanno persone, famiglie, bambini. Questi sono i numeri del gioco d’azzardo ‘lecito’ che sta distruggendo le persone, le famiglie, le comunità. Il gioco d’azzardo rende deboli, rende emarginati. Sottrae ore alla vita a vantaggio dello spreco e produce sofferenza per se stessi e le persone vicine. Il gioco d’azzardo è uno spreco che mette a rischio i legami e la sicurezza di tante famiglie. Senza parlare della criminalità dell’usura, e la criminalità delle mafie che gravita e promuove questa piaga». Un gioco lecito proprio perché regolato dallo Stato e con le amministrazioni locali che al momento non hanno alcun peso nella regolamentazione, così come nei settori ispettivi e autorizzativi: «Occorre una nuova legge nazionale - proseguono da Mirabello - maggiore potere di programmazione e di intervento per le amministrazioni e le comunità locali. Occorre un cammino di solidarietà, perché partendo dal basso, bisogna vincere l’indifferenza». Da domani quindi Mirabello potrebbe unirsi a San Salvatore che, come detto, ha aderito nelle scorse settimane al manifesto nazionale dei sindaci contro il gioco d’azzardo. «Le conseguenze di questa piaga sono sempre più riscontrabili in ambito socio sanitario - aveva affermato all’indomani della delibera il sindaco Corrado Tagliabue - Nella nostra realtà comunale i casi sono in aumento e alcuni di essi sono seguiti dai servizi sociali. Complice la crisi, la dipendenza dal gioco ha evidenti ripercussioni sulla serenità famigliare e della comunità». Senza contare il potenziale effetto domino sui giovani, sempre più attratti dalla prospettiva di guadagnare bene senza fare troppa fatica.

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Federico Nardi

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