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Solidarietà per i profughi
La comunità di Vignale accoglierà due famiglie ucraine
All'interno dei Corridoi Umanitari della Caritas Diocesana
La comunità vignalese accoglierà nei prossimi giorni due famiglie ucraine in fuga dal conflitto che dallo scorso 24 febbraio sta gravemente colpendo il paese dell'Europa Orientale. L'annuncio è stato dato da Don Andrea Tancini, al termine della funzione di domenica, il quale ha inoltre comunicato che il gruppo si sistemerà presso alcuni privati i quali hanno concesso gratuitamente i loro locali per ospitare gli sfollati per almeno un anno.
L'iniziativa rientra nei Corridoi Umanitari della Caritas Diocesana attraverso una "sperimentazione" che proprio a Vignale troverà la sua attuazione: «Caritas fa quello che fa di solito: ascolta le persone - si legge nella missiva inviata ai sacerdoti e ai volontari della Diocesi - Se ci sono parrocchie o realtà che sono pronte ad accogliere, ma che per motivi vari, ad esempio logistici non hanno chi va da loro - chi ha parenti in città fatica ad andare in paese, in questa fase il legame famigliare o di amicizia è particolarmente importante - possono dare disponibilità all'accoglienza attraverso i Corridoi Umanitari di Caritas. Stiamo sperimentando ora questa forma con la Parrocchia di Vignale».
La Caritas, nella persona del delegato nonché Amministratore Comunale Gian Mario Cotti e con il sostegno del Centro di Ascolto dell'Unità Pastorale di Santa Lucia, fornirà supporto finanziario, ma sarà la generosità della comunità a fare la differenza. «Sono sicuro e sono certo che il cuore e la generosità di Vignale non mancheranno. Si dovrà procurare vestiti, cibo, medicine, giocattoli, tutto ciò che serve a vivere».
Le famiglie destinate all'accoglienza giungeranno a breve all'Aeroporto di Fiumicino con un volo speciale che dall'Ucraina farà pervenire in Italia circa mille persone. Al riguardo si è tenuta domenica una riunione presso l'Aula Cavour, cui hanno preso parte il Sindaco Tina Corona, il delegato Caritas Gian Mario Cotti e Don Andrea Tancini, per discutere con la popolazione le modalità di supporto fattivo nei mesi di permanenza dei rifugiati.
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