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Verso le elezioni

Campagna elettorale: Pd e Lega affilano le armi

Primi botta-risposta in vista della tornata elettorale del 25 settembre

Con l’entrata nel vivo della campagna elettorale in vista delle Politiche del 25 settembre, i partiti affilano le armi senza mandarsele troppo a dire. Così Pd e Lega, ormai ex alleati nel governo Draghi, nei giorni scorsi hanno animato il dibattito politico provinciale con un duro botta e risposta relativo all'operato dei parlamentari leghisti della legislatura in scadenza.
 
A intervenire in prima battuta è stato il circolo provinciale del Pd con i due candidati Rita Rossa (uninominale Senato e plurinominale Camera) e Daniele Borioli (plurinominale Camera): «Occorre guardare la realtà e fare proposte concrete da tradurre in politiche e strumenti di sostegno nei settori più delicati per la quotidianità degli italiani - ha dichiarato l’ex sindaco di Alessandria Rossa - Scuola, sanità, lavoro, servizi, equità sono ambiti di rilievo collettivo che meritano attenzione, visione chiara e parole concrete. Dalle parole ai fatti: dire quello che si vuol fare e fare quello che si dice. Più risorse e maggiore considerazione per le insegnanti e gli insegnanti vuol dire investire risorse anche per creare stabilità, diminuire gli allievi per classe e dotare gli istituti e gli edifici di tutto ciò che definisce i nuovi orizzonti del sapere, per fare un esempio, saranno decisioni non rinviabili se vorremo essere credibili. Se davvero pensiamo che le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi siano il nostro futuro dobbiamo curarci del loro presente. I saperi sono la prima condizione di mobilità sociale, di sviluppo e di futuro per un Paese. Porterò la mia esperienza negli ambiti che mi sono più propri ma soprattutto chiederò sostegno per dare la possibilità ai nostri territori, ai nostri amministratori e alle nostre amministratrici di avere una voce a Roma»; «Il mio partito, il Pd, mi ha candidato al Parlamento, ed è per me un grande onore - ha fatto eco l’ex senatore Borioli - Non mi sfugge certo la rilevanza delle questioni nazionali e internazionali che sono in gioco nell'imminente competizione elettorale. Ma è al nostro territorio, alle donne e agli uomini che ci lavorano, studiano, vivono e coltivano i loro progetti e le loro speranze, chiedendo di vedere concretamente riconosciuti ed esigibili i loro diritti, che sarà rivolto tutto l'impegno di cui sono capace. Perché questa provincia, che tanto ha dato per lo sviluppo dell'Italia, torni ad occupare il ruolo importante che meritano i suoi abitanti».
 
Ma sono state le parole del segretario dem Otello Marilli a far maggiormente discutere: «Rispetto al 21018 nella nostra Provincia il centro sinistra ha la possibilità di eleggere i propri rappresentanti in parlamento. Nella scorsa legislatura il nostro territorio non è stato tutelato dai numerosi parlamentari che la Lega ha mandato in parlamento. I nomi dei nostri candidati esprimono autorevolezza e esperienza, e  dietro alla loro candidatura c’è una macchina che lavora, che metterà tutto l’impegno possibile in questa campagna elettorale. Se saremo in grado di condurre una grande battaglia, collettiva e senza alcun personalismo, faremo le differenza. Vinceremo se sapremo coinvolgere nel modo più ampio possibile tutto quel novero di indecisi che hanno guardato con diffidenza in passato al centro sinistra, ma che vogliono una alternativa alla destra».
 
La replica della Lega
 
Alle parole di Marilli, direttamente rivolte ai parlamentari leghisti alessandrini (Riccardo Molinari, Rossana Boldi e Lino Pettazzi), ha fatto presto seguito la replica di Daniele Poggio, segretario provinciale della Lega: «Ci preme ribadire che senza l'impegno a Roma, in questi quattro anni e mezzo, del capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, e dei parlamentari alessandrini Rossana Boldi e Lino Pettazzi, ben difficilmente oggi a casa nostra si parlerebbe di zone logistiche semplificate (introdotte nel 2018 all'interno del Decreto Genova, grazie al personale impegno dell'on. Molinari), e di Alessandrino come baricentro della logistica integrata di tutto il nord ovest. Certo, se il governo Conte 2, a traino Pd 5 Stelle, non avesse 'frenato' sui progetti legati al rilancio dello scalo merci di Alessandria oggi potremmo già essere ad una fase avanzata dei lavori di ripristino, ma ci penserà il prossimo Governo di centrodestra a dare l'input decisivo. Speriamo anche, perché no, con il supporto di qualche deputato di opposizione, nel caso.
L'interesse della nostra comunità, e il rilancio del nostro territorio, per la Lega è assolutamente prioritario, e viene prima degli interessi di bottega e di schieramento: non così è stato per il Pd in anni recenti, ma c'è sempre tempo per ravvedersi».
Poggio elenca, poi, i risultati della delegazione provinciale del Carroccio a Montecitorio: il contributo di 10 milioni per il capoluogo (“Salva Alessandria”) grazie a Molinari, l’opposizione della Lega all’ipotesi di un deposito nazionale delle scorie nucleari nell’Alessandrino, la battaglia sull’eliminazione dei vincoli del patto di stabilità per i Comuni, la mozione per il settore auto motive. E poi «il forte impegno di Rossana Boldi sul fronte sanità, in particolare nel percorso verso la realizzazione del primo Irccs pubblico del Piemonte, che sarà realizzato tra Alessandria e Casale Monferrato» e, riguardo al lavoro di Pettazzi, la «difesa del Monferrato contro l'ipotesi deposito scorie nucleari, e nella valorizzazione di quella parte della provincia come Patrimonio Unesco. Ma anche la capacità del sindaco di Fubine di dar voce in Parlamento agli interessi dei piccoli Comuni, o ancora la tutela del settore orafo e degli imprenditori del turismo».
 
«Nel frattempo - conclude il segretario Poggio - che combinava il Partito Democratico? Si opponeva alla “quota 100” per i nostri pensionati e si dichiarava con i suoi alleati grillini a favore della chiusura dell'Ilva di Taranto, ma anche di Novi Ligure. Auguriamo ai candidati alessandrini del Pd di ottenere un buon risultato, nonostante siano stati collocati dai vertici nazionali in posizioni non certo favorevoli nei loro listini. Unica eccezione l'on. Federico Fornaro, di Leu, che però gli elettori alessandrini non potranno comunque sostenere, perché candidato in altra parte del Piemonte: ma capiamo le tensioni interne al Partito Democratico, e non vogliamo infierire. Una cosa è certa: i parlamentari alessandrini della Lega, anche nella prossima legislatura, sapranno rappresentare al meglio gli interessi di tutta la nostra comunità, e di tutto il territorio provinciale».

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Mauro Bardella

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