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Viaggio a… Piovà Massaia

Partiamo dall'archivio storico del Monferrato...

Cento anni fa il Monferrato (consultabile grazie all’archivio digitale) pubblicava un lungo articolo “Piovà e il Cardinale Guglielmo Massaia”, firmato dal collaboratore Giuseppe Niccolini (1840-1930). Si tratta della reminiscenza di una pregressa visita a Piovà d’Asti (dal 1940 Piovà Massaia), già appartenente alla diocesi di Vercelli e al marchesato di Monferrato, poi acquisito dai Ricci di Cereseto.


Il celebre misuratore metrico scriveva: “Quando all’alba di uno splendido dì dello agosto 1884 io giunsi a Piovà, Sua Eminenza il Cardinale Massaia viveva ancora e dello ameno comune era consigliere un suo parente, esso pure assai avanzato negli anni. E vi giunsi inatteso: pratico della topografia del paese, scesi dallo aprico Montiglio giù scivolando nella valletta; mi inerpicai tosto per il colle ferace, ridente, e sostai di un tratto sulla verde e suggestiva criniera, ove graziosamente si dissemina lo abitato, e anche maestosamente s’estolle l’architettonica sua parrocchiale… E capitai in questo lembo estremo della Marca, che anticamente segnava i confini del Monferrato fra la storica Repubblica di Asti e gli Stati del Duca di Savoia, in un giorno festivo”.


Noi invece arriviamo in paese venerdì dalla Valcerrina attraversando il territorio di Cocconato e poi di Montiglio (secondo il navigatore è la via più breve). Il paese è annunciato dall’alto campanile che “esce” dai vigneti e concorre in visibalità con la punta triangolare del Monviso che appare sulla sinistra.


Noi siamo puntuali e l’assessore alla cultura Marinella Ferrero, pur con poco tempo a disposizione è riuscita a formare un vero e proprio comitato di accoglienza. Nella piazza Don Borio, davanti alla barocca chiesa parrocchiale, ci attendono il parroco don Claudio Berardi, poi Alessandra Bertorello dell’Associazione “Fra’ Guglielmo Massaia” con Annalisa Béthaz e Giuseppe Riscaldina. Anche oggi, come ai tempi del Niccolini, sono presenti i parenti Giovanni Luigi e Carlo Massaia, pronipoti di Domenico Stefano, uno dei fratelli di Guglielmo. Visitiamo subito il museo di fronte alla parrocchiale, all’ingresso la lapide posta in ricordo del bicentenario di nascita del frate cappuccino. Autorevole guida Paolo Lupo, autore del recente libro “Una ‘autobiografia’ di Fra’ Guglielmo Massaja da Piovà”, che attraverso l’epistolario e i sei volumi di Memorie storiche ripercorre i 35 anni trascorsi dall’eroico messaggero del Vangelo in terra Oromo Galla in Etiopia.


Nelle sale, mentre scorrono le immagini del filmato di Gilio Moiso, osserviamo i documenti, le lettere indirizzate ai Savoia, gli oggetti e i libri scritti dal cardinal Massaia.


Tra le curiosità l’atto di battesimo, la fotografia della casa natale in frazione Braia, il calice e il rosario portato da Gerusalemme, la croce copta e un testo in lingua oromonica (più nota come lingua galla, ma il termine è dispregiativo).


Al pian terreno hanno conservato anche la biglietteria dell’antico cinema con la locandina del film “Abuna Messias” (così lo chiamavano i fedeli copti) di Goffredo Alessandrini che fu proiettato nel marzo 1940 anche nella nostra città al cinema Vittoria, film che fece conoscere in tutta la nazione la figura del cartinale monferrino.
Un salto nel passato salendo la ripida scala per raggiungere il salone con il monumentale proiettore del 1926, le sedie di legno e le pizze di ferro.


Bisogna aggiungere che questo è per ora solo l’inizio, perchè è in progetto la realizzazione di un museo permanente multimediale nel palazzo municipale (vedi imtervento assessoriale).


Continuiamo il Piovà-tour spostandoci di pochi passi, alla imponente e grandiosa chiesa parrocchiale, attribuita a Benedetto Alfieri e costruita per iniziativa del marchese Francesco Antonio Ricci nella seconda metà del Settecento.


Don Berardi ci accompagna nella visita guidata che inizia dal battistero, sulla sinistra, dove fu battezzato nel 1809 Guglielmo Massaia, al secolo Lorenzo Antonio. Da più di un secolo (il processo di beatificazione era iniziato nel 1914) si attendeva in paese la buona notizia della proclamazione di Venerabile comunicata il 2 dicembre 2016 dalla Congregazione delle Cause dei Santi.


Davanti a un banco con lo stemma della nobile famiglia monferrina il parroco ricorda che la chiesa era collegata al palazzo dei Ricci di Cereseto, che furono protagonisti di un lungo e aspro contrasto con la parrocchia durato dalla fine del Seicento ai primi decenni del secolo successivo.


Parlano monferrino i confessionali progettati da don Tommaso Audisio, parroco di Villadeati, e l’elegante tribuna realizzata da un allievo del celebre ebanista Gabriele Capello di Moncalvo, che regge l’organo Lingiardi, rifatto da Gandini. Le vetrate sono firmate dal torinese Albano Macario.


Nello scenografico e luminoso interno a croce greca con alta cupola ammiriamo la tela absidale del pittore Sebastiano Taricco di Cherasco, che ricorda l’intitolazione dell’Assunta, gli apostoli ed evangelisti dipinti sopra la galleria da Pietro Montaldo nel 1824, ma soprattutto nella cappella del Rosario la grande statua di marmo del cardinale Guglielmo Massaia (1909, foto), copia dell’originale dello scultore romano Cesare Aureli conservata a Frascati nella chiesa di San Francesco al Tuscolo, dove riposa il più illustre personaggio di Piovà. A fianco della statua una vetrina con altri cimeli.

La chiesa è stata oggetto di un intervento di restauro architettonico e artistico costato oltre 600 mila euro e finanziato dall’8 per 1000 e dalle Fondazioni Intesa San Paolo e Casse di Risparmio di Asti e Torino.
Ancora un saluto sul piazzale, il sole invernale esalta tutte le colline e i paesini a incominciare da Cocconato, con la promessa di ritornare per l’inaugurazione del Museo in Comune.

DALL'ASSESSORE ALLA CULTURA

Il progetto di realizzare uno spazio espositivo multimediale permanente dedicato al Cardinal Guglielmo Massaja in quello che è il suo paese natale, è sempre stato un sogno della nostra amministrazione, ma ha preso importanza consistente negli ultimi due anni, quando la causa di beatificazione di quest’uomo straordinario ha ripreso l’avvio, con la promulgazione papale del decreto di venerabilità il 1° dicembre 2016.

L’11 giugno scorso, infatti, i festeggiamenti per il Venerabile Massaja sono stati un appuntamento importantissimo, cui hanno partecipato importanti autorità del mondo religioso civile e militare, con la celebrazione del Cardinal Angelo Sodano e la sentita partecipazione di Papa Bergoglio, attraverso un’affettuosa lettera rivolta a tutti i presenti.

Sempre più spesso, inoltre, il nostro paese diventa meta di pellegrinaggi religiosi, talvolta anche in seguito al soggiorno presso l’ospedale di Asti, che porta il nome del nostro concittadino.

La realizzazione di un museo permanente, in sostituzione di quanto già realizzato finora come allestimento temporaneo presso la sede dell’Associazione “Fra’ Guglielmo Massaja”, si viene ad inserire nel più vasto disegno di valorizzazione culturale in atto nel nostro Comune attraverso il restauro della chiesa parrocchiale, l’illuminazione della sua facciata a seguito del bando nazionale “Giubileo della Luce” (dove siamo stati inseriti tra 17 meraviglie di Italia dal Ministero dell’Ambiente), il recupero dei resti della chiesa romanica di San Martino (uno dei pochi esemplari a doppio abside ancora presenti) e il totale restauro del settecentesco palazzo sede del Municipio.

La collocazione geografica di Piovà Massaia fra le province di Torino e di Asti la immette inoltre all’interno di alcuni circuiti importanti, tra cui quello della Terra dei Santi (Don Bosco e Mamma Margherita, Cottolengo, Cafasso, Allamano, Murialdo, Savio, Madre Morano).

Per realizzare questo spazio espositivo, che privilegerà la destinazione didattica e interattiva a quella tipicamente museale, abbiamo chiesto attualmente alcuni finanziamenti e stiamo attendendo gli esiti dei bandi. Ad aiutarci fortemente finora è stato l’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano, che si è fatto con noi fautore della sua creazione. La dotazione multimediale lo renderà fruibile sia al visitatore occasionale sia alla popolazione locale, e in particolar modo all’utenza scolastica.

 (Marinella Ferrero, assessore alla cultura)

INFO per visite: tel. 349-4501408