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Un tenore casalese nel "Nabucco" di Verdi, sabato 9 aprile al Municipale

Dopo Un ballo in maschera, andato in scena con successo a febbraio, torna la lirica al Teatro Municipale con un altro capolavoro verdiano, Nabucco, che verrà proposto fuori cartellone sabato 9 aprile alle ore 20,30. Ad allestirlo è ancora la Società culturale artisti lirici torinese “Francesco Tamagno”. Sul palco i cantanti Massimiliano Fichera (Nabucco), il tenore casalese Fabio Buonocore (Ismaele), la cui famiglia getisce da anni una tabaccheria in città, sotto i portici corti di via Roma, Enrico Iori (Zaccaria), Maria Cristina Berardo (Abigaille), Emanuela Barazia (Fenena), Luca Banfo (Gran Sacerdote), Franco Berto (Abdallo), Anna Delfino (Anna). La partitura è eseguita dall’Orchestra lirico sinfonica della Provincia di Lecco, diretta da Claudio Morbo. Corale “Francesco Tamagno” diretta da Roberto Galfione. Regia di Vincenzo Santagata. Nabucco è un dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera, rappresentato per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 9 marzo 1842. Originariamente era Nabucodonosor, nella partitura autografa di Verdi e nella prima edizione a stampa, ma lo stesso compositore usò sempre in seguito il titolo abbreviato, Nabucco, per la sua terza opera, che ottenne un enorme successo. Nabucco è stata spesso letta come l’opera più risorgimentale di Verdi poiché, per la situazione politica dell’epoca, il pubblico italiano si poteva identificare nella condizione degli Ebrei soggetti al dominio babilonese. Questo tipo di lettura è incentrata soprattutto sul famosissimo coro Va’, pensiero, intonato dal popolo ebraico. Il resto del dramma è invece focalizzato sulle figure del re di Babilonia, Nabucodonosor II e della sua presunta figlia Abigaille. Ci sono ancora pochissimi posti disponibili.

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Mauro Bardella

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