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Si apre il sipario
"Totalmente incompatibili", Nuzzo e Di Biase fanno sold-out al Municipale
Giovedì 5 febbraio alle ore 21
Tutto esaurito giovedì 5 febbraio alle ore 21 al Teatro Municipale per “Totalmente incompatibili”, che vede protagonista la celebre coppia di comici Corrado Nuzzo e Maria Di Biase. Lo spettacolo, coprodotto da Agidi e Coop CMC/Nidodiragno, inserito nel cartellone in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, racconta la vita di Maria e Corrado, che continuano a stare insieme nella vita e in scena: perché? Perché amano le diversità, perché si sentono dei pesci fuor d’acqua, perché sono degli outsider, ma soprattutto perché con il loro disagio fatturano.
Con un metodo empirico consolidato questi due fini studiosi dell’animo umano cercheranno insieme al pubblico di codificare il presente, riducendo al minimo il confronto con il passato e la paura per il futuro. Consapevoli che non si può ridere di tutto e di tutti, rimangono comunque convinti a provarci fino in fondo. In questo spettacolo troveranno un punto di accordo o resteranno totalmente incompatibili? Lo scoprirete solo a teatro. Nel frattempo non trattenete le risate in questa intervista a due.
Perché la vita di coppia è molto spesso oggetto di sketch comici?
Corrado: Perché è il luogo dove la gente passa la maggior parte del tempo e lì si creano dei meccanismi comici. Noi non siamo stati creati per vivere in coppia, questa è la mia personale opinione.Maria: Laddove c’è il dramma, esiste sempre la comicità. Entrambi viaggiano in maniera parallela. La comicità ti fa vedere la stessa situazione con una lente diversa. Se riesci a ridere, prendendo in giro situazioni “normali”, allora vinci.
30 anni insieme. Siete certi di essere totalmente incompatibili?
C: Sì. Abbiamo fatto anche il test del Dna, siamo due specie diverse. L’arte di stare insieme è un qualcosa di zen, facciamo piccoli movimenti, per rimanere sempre preparati. M: Siamo totalmente incompatibili, ma non capiamo in che modo. Riusciamo a stare in equilibrio e non muoviamo niente, siccome non abbiamo basi solide. Siamo in un equilibrio precario!
Parlando delle vita e degli equilibri di coppia, vi sentite come un incastro dei bastoncini di shanghai o come le carte di Memory?
M: Più l’incastro di shanghai, perché Corrado, di Memory, non ricorderebbe neanche la carta che sta cercando.
C: Posso essere Memory Foam, come il materasso.
M: Non c’entrava nulla, ma ci stava bene lo stesso.
Se il vostro spettacolo diventa una terapia di coppia sul palcoscenico, il pubblico come interagisce?
C: Una terapia di coppia in cui la gente si specchia: le coppie escono felici perché si sentono meglio di noi, i single si sentono felici di esserlo perché vedono noi come siamo. È uno spettacolo consolatorio.
M: È bello fare una terapia di coppia, pagata dagli altri, in questo caso. È molto interessante. Continueremo a farlo per tutta la durata del tour, fa bene a noi e a tutti gli spettatori, che si sentiranno felici a non essere messi male come noi!
Come si inserisce il politicamente corretto nella vostra comicità?
C: Siamo favorevoli al fatto che il linguaggio cambi e bisogna essere bravi a cambiare insieme ad esso. Prima si potevano dire cose che oggi non si possono più sentire... Ma ovviamente il comico si deve adattare ai tempi che cambiano, tutto questo non deve privare il comico della libertà di espressione. Certo, se una battuta è politicamente scorretta e ha fatto ridere, allora il comico ha centrato l’obiettivo, se avvenisse il contrario dovrebbe rivedere qualcosa!
M: Il cambiamento del linguaggio lo abbracciamo pienamente! Non dobbiamo offendere categorie più fragili, ben venga l’utilizzo del linguaggio. Al tempo stesso il comico non deve privarsi di determinati temi: si deve parlare di tutto.
Come si è evoluto il vostro modo di fare spettacolo in “Totalmente incompatibili”?
C: Facciamo una stand up a due in questo spettacolo. Una novità. In “Totalmente incompatibili” ci confrontiamo e parliamo con il pubblico. Di solito lavoravamo sugli sketch, ma era giunto il momento di lasciare le maschere e scrivere qualcosa che fosse in dialogo con gli spettatori, dove raccontiamo anche pezzi della nostra vita.
M: Dopo due anni di 120 repliche con Ionesco e il teatro dell’assurdo, abbiamo deciso di pensare a uno show di comicità pura e metterci in gioco come comici.
C: Questo spettacolo...lo assicuriamo, non fa riflettere
M: Sì, zero riflessioni, forse non fa neanche ridere...vedremo! Dovrebbe far ridere. Fa molto ridere.
Ritualità prima e dopo lo spettacolo.
C: Prima facciamo un merda, merda, merda con tutti i tecnici del teatro e chiunque passi di lì sul palco. E poi lo stesso rito io e Maria, dove ci baciamo.
M: E chiudiamo con il moonwalk. Non abbiamo altri riti.
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