Articolo »

Diego Parassole sul set a Casale

Set cinematografico - da lunedi 20 a giovedi 23 luglio - allestito all’Istituto Superiore Statale Leardi per girare le scene de La dimensione della paura, cortometraggio prodotto dalla Monfilmedia Factory (alla macchina da presa il giovane produttore cine-televisivo casalese Luca Deandrea), con la partecipazione di Diego Parassole, noto al grande pubblico per aver calcato le scene di Zelig e Ballarò. Si tratta di un prodotto low budget a sfondo sociale creato per i ragazzi e fatto dai ragazzi con l’intento di far vivere loro un’esperienza nuova, lontana da logiche di mercato o di ritorno di immagine. Lo scopo è far capire come si sviluppa un lavoro di questo genere in maniera professionale, lavorando con professionisti. L’arroganza di tutti i giorni Il progetto, che vede alla regia Alessandro Azzarito coadiuvato da Luca Deandrea con la sceneggiatura di Christian Sartirana, ha come tematica il bullismo ed è ambientato in una scuola in cui un gruppo di ragazzi attaccano, senza una ragione particolare, tutti i gli alunni all’interno; ma il significato intimo che si vuole dare al bullo osservando il corto è da ricercare nella vita di tutti giorni che ci pone spesso davanti ad una realtà di arroganza. Tra gli attori, tutti ragazzi tra i 15 e 18 anni, ricordiamo due dei protagonisti: Luca Bertinetti, emozionato ma sereno grazie all’aiuto del più esperto collega Diego, cosi come Federico Mezzini che vede in questa esperienza una possibile prospettiva di lavoro in futuro. Il Parassole-pensiero Oltre al già citato Parassole - che dopo una chiacchierata movimentata dalla sua vivacità e susseguirsi di battute - ci lascia con un messaggio: «Il ruolo dei comici… deve avere un leggero compito sociale, oggi questa cosa si è dimenticata, si stanno costruendo modelli falsi… dove chi studia o impara a fare delle cose è visto come un modello perdente perché non c’è meritocrazia ecc. ecc., mentre il modello della gnocca del Grande Fratello che se è vincente è per poco tempo e per pochissime persone è comunque un modello che non crea minimamente cultura…». Il prodotto girerà il circuito dei cortometraggi, sarà proposto in vari concorsi e festival, nella speranza di arrivare ad una distribuzione il più possiibe ampia in modo tale da dare possibilità di vita al progetto che è esteso a nuove tematiche e nuove idee. Nella foto - Un momento delle riprese del cortometraggio sul bullismo che si sono svolte nei giorni scorsi all’Istituto Leardi. Il corto vuole avere valenza didattica e sociale

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!