"Premio Luisa Minazzi 2015": ecco gli otto candidati in gara VOTA
«C’è un sindaco che emerge per l’impegno a favore della qualità sociale e ambientale del suo territorio, un rappresentante delle forze dell’ordine che ha letteralmente scoperto con le sue inchieste la Terra dei fuochi. È difficile scegliere, ce ne rendiamo conto, per chi votare. Perché queste storie raccontano un’Italia in cui credere, capace di reattività. I cui protagonisti sanno cogliere nei problemi che hanno di fronte una risorsa. Ma allo stesso tempo sanno indignarsi, reagire, stare nel conflitto quando è necessario. Fino in fondo, senza compromessi. E così fra i “magnifici otto” troviamo anche le mamme del bresciano che si mobilitano per la salubrità dell’ambiente, un’ex assessora “diversamente politica” che ha messo in campo importanti misure a tutela del paesaggio, tre avvocati che hanno ottenuto una storica sentenza a tutela degli animali».
Ecco in sintesi presentati i candidati (a sinistra curriculum e attività) del Premio Luisa Minazzi - Ambientalista dell’Anno promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme a Weleda.
Come sempre l’iniziativa è intitolata a Luisa Minazzi (nella foto), dirigente scolastico di Casale Monferrato, già assessore comunale nei primi anni ’90, scomparsa a 58 anni nel 2010 per mesotelioma pleurico. È stata il testimonial pubblico di una battaglia per la vita, contro l’amianto, per lo sviluppo della ricerca, che l’ha vista impegnata, ininterrottamente, nei quattro anni della sua lunga e sofferta malattia. Tutti possono votare mandando una mail a ambientalista2015@lanuovaecologia.it.
I CANDIDATI
Nei prossimi giorni pubblicheremo un articolo per ogni candidato linkandolo in questa pagina. Restate collegati e votate!
Eric Barbizzi (leggi l'intervista), Recanati (MC), 2004
Ha soltanto 11 anni. Ma le idee molto chiare, specialmente quando si parla di ambiente. Con lui potete discutere di cambiamenti climatici, biotecnologie, politiche economiche internazionali. E lo troverete sempre informato e consapevole delle sue convinzioni, compresa la criticità del trattato Ttip sul libero scambio fra Usa e Ue su cui è stato il primo giornalista a lanciare l’allarme nel nostro paese. Non a caso è il responsabile Esteri di Giornalistinellerba.it, la testata su cui scrivono migliaia di giovanissimi da tutta Italia, oltre che un simpaticissimo ragazzino appassionato alla natura. Il suo sogno? Andare come inviato ambientale nel dicembre prossimo alla Cop21 di Parigi per far ascoltare il punto di vista dei suoi coetanei, quelli che nel 2050 avranno quarant’anni, sui rimedi al riscaldamento globale.
Elena Carmagnani (leggi l'intervista), Torino, 1969
Creare un habitat naturale sul tetto. Per coltivare frutta e verdura in forma conviviale. È l’idea di questa designer che ha creato insieme alla sua socia Emanuela Saporito a Torino una startup, “Orti alti”, finalizzata proprio a rigenerare l’ultimo piano degli edifici. I vantaggi sono evidenti, visto che un tetto trasformato in giardino riduce fra il 10 e il 30% i consumi energetici, permette di controllare il flusso dell’acqua piovana assorbendone oltre un terzo, mitiga l’effetto delle isole di calore, assorbe CO2 e riduce l’inquinamento acustico. Ma non finisce qui. L’orto sul tetto permette di creare un canale di approvvigionamento a Km zero di vegetali freschi e di riciclare i rifiuti organici trasformandoli in compost. Favorisce infine la socialità all’interno del condominio che prelude ad altre esperienze di condivisione.
Avvocati dei Beagle (leggi l'intervista), Montichiari (BS)
Tutto è cominciato nel 2012, con un esposto alla Procura per maltrattamento ai cani ospitati presso l’allevamento di Green Hill a Montichiari (Bs) e estinati alla sperimentazione animale. Tremila beagle, grazie alla magistratura, durante l’estate furono affidati ad altrettante famiglie in tutta Italia. Ma se il processo è giunto in porto, con tre condanne nel gennaio scorso per i responsabili dell’allevamento, si deve ai legali che hanno seguito questa vicenda. Vale a dire Carla Campanaro della Lav, David Zanforlini di Legambiente e Vittorio Arena, attivo in entrambe le associazioni. La piena attuazione delle norme a tutela degli animali in Italia è ancora lontana. Ma la sentenza rappresenta un importante passo in avanti, anche in termini culturali, verso un equilibrato rapporto fra gli uomini e gli altri animali.
Alberto Grossi (leggi l'intervista), Massa, 1951
La sua passione più grande sono le Alpi Apuane, un ambiente splendido ma sfregiato dalle attività estrattive a base di filo diamantato e dinamite. E per tutelare questo scrigno di roccia, violato dagli speculatori del marmo, lui raccoglie immagini, storie e testimonianze che trasforma in altrettanti video. Al suo attivo ci sono diversi documentari che spaziano dalla guerra di liberazione alle tradizioni del posto passando per l’esplorazione naturalistica, la descrizione dei costumi tipici, la narrazione di storie dal significato universale. È un omaggio poetico verso questi luoghi, il suo, ma anche un’azione di militanza per arginare un fenomeno impressionante: ogni anno da queste pareti si asportano quattro milioni di metri cubi di roccia mettendo a rischio falde acquifere, cime e habitat di pregio. Votatelo per difenderli!
Sergio Costa (leggi l'intervista), Napoli, 1959
Attraverso le sue inchieste, in qualità di comandante del Corpo forestale dello Stato di Napoli, ha rivelato l’esistenza della Terra dei fuochi. E grazie a tecniche investigative messe a punto insieme ai suoi collaboratori, basandosi sull’analisi dei campi magnetici, ha individuato diversi siti agricoli in cui erano sepolti rifiuti tossici e pericolosi. Adesso, come comandante regionale della Campania, sta mappando le aree più compromesse. Un esponente delle forze dell’ordine, insomma, in prima linea nella battaglia per la legalità all’interno di un Corpo di polizia che merita il massimo sostegno per l’impegno a tutela dell’ambiente e del patrimonio naturale collettivo. Come dire: votare per lui significa chiedere la piena applicazione della normativa sugli ecoreati approvata la scorsa primavera, vent’anni dopo la prima proposta, dal Parlamento.
Anna Marson (leggi l'intervista), Treviso, 1957
Fino a poche settimane fa era assessore regionale in Toscana all’Urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio. E ha rappresentato, durante gli ultimi cinque anni, un solido e affidabile punto di riferimento per tutte le organizzazioni sociali impegnate nella tutela del territorio. Ha promosso, redatto e sostenuto la prima legge regionale in Italia contro il consumo di suolo (L. r. 65/2014). Poi il Piano paesaggistico regionale pianificato insieme al Ministero dei beni culturali e giunto in porto, attraverso una lunga contrattazione con tutte le forze politiche, nel marzo scorso. E adesso, conclusa la sua esperienza in Consiglio, è tornata all’attività d’insegnamento presso l’Università Iuav di Venezia. Vogliamo ringraziarla per il suo impegno “diversamente politico”, come lei stessa ha detto, con un voto?
Mamme volontari (leggi l'intervista), Castenedolo (BS)
Per verificare lo stato di salute dell’ambiente nel loro comune, vicino Brescia, hanno preso in prestito un aereo. E con tanto di videocamera hanno documentato quanto sta accadendo: il tracciato dell’autostrada Brebemi e della futura Tav, la cava Castella che rischia di essere trasformata in una discarica, con l’acqua di falda che affiora. E poi l’inceneritore del capoluogo, la vicina centrale a carbone, tanti siti di estrazione della ghiaia privi di controllo in cui si possono facilmente occultare scorie e rifiuti pericolosi. È la fotografia di una zona ormai nota come la Terra dei fuochi del nord con tanto di riscontri sanitari, proprio a Castenedolo, di malattie tumorali e respiratorie. Loro però, vale a dire Rosa, Mara, Francesca e le altre mamme non fanno finta di niente e combattono per restituire un ambiente salubre ai loro bambini.
Dimitri Russo, Caserta, 1971
È stato eletto sindaco di Castel Volturno, nel casertano, lo scorso anno dopo un commissariamento per infiltrazioni camorristiche durato quasi due anni. La sua squadra è composta da giovani che stanno tentando con difficoltà di migliorare la qualità sociale ed ambientale di questa bella ma martoriata terra che ospita 20 mila abitanti e 30 mila immigrati. Per riuscirci fra le sue prime azioni ha promosso la raccolta differenziata, rimosso con un’ordinanza sindacale tutti i cancelli che impedivano illegittimamente l’accesso alle spiagge di Pinetamare così da restituirle alla libera fruizione dei cittadini. E durante l’estate appena trascorsa, quei litorali sono letteralmente rinati. Quello per lui, insomma, è un voto a favore dei molti “sindaci coraggio” che rischiano in prima persona per il cambiamento della loro terra.