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  • 16 luglio 2011
  • Casale Monferrato

Da Pomaro a Frassineto, un’estate di corsa

L’estate è entrata nel vivo, le ferie per molti sono iniziate, ma il campionato AICS non si ferma, anzi, si appresta ad affrontare una settimana da incubo (per chi deciderà di correrle tutte, dalla 27ma alla 30ma prova). Si inizia lunedì a Predosa, paese noto per il suo Lido. Corsa tutta in piano lungo il fiume Orba. Mercoledì il clou per la nostra zona, in quel di Pomaro, ed anche ultima notturna prima di una lunga astinenza che terminerà solo con la prova di Frassineto Po del 25 agosto. A Pomaro, stando alle ultime indiscrezioni, si preannuncia una vera rivoluzione rispetto agli anni passati. Tracciato meno “turistico” (spariti il castello e il laghetto) ma decisamente interessantissimo, specie se ci sarà gente disposta a dar battaglia. Si parte e si arriva sempre davanti alla SOMS. Due colline da scalare, piano quasi inesistente, tracciato misto asfalto-sterrato equamente suddiviso. Una salita breve ma ripidissima in piena campagna ed una su carreggiabile tutta curve ma decisamente lunga (oltre 1 km e mezzo). Il via alle 20,15 per un totale di 6 km circa. Non sarà una passeggiata. E’ una gara da duri, quindi ci si aspetta che i duri comincino a giocare. Pronostici, no. Tanto poi ci smentiscono. Vedremo chi si presenterà al via, sapendo cosa l’aspetta. Certo che al primo arrivato… “chapeau”, ma su un tracciato simile anche al secondo, al terzo, e magari anche… Giovedì a San Cristoforo, non lontano da Gavi, quindi ancora su dislivello. Venerdì, infine, si torna alle gare in piano in quel di Sale. Riguardo alle prove che cadono dalla settimana successiva, tutte nel centro-sud della provincia, segnaliamo come piane Frugarolo (nella Fraschetta, quindi Gran Prix) e Merella di Novi. Basaluzzo è a percorso misto piano-collina e pure asfalto-sterrato. Bosio un circuito cittadino con salite e discese, per gente tosta. Sottovalle di Arquata ce la descrivono come la gara più dura della provincia. Connio di Carrega Ligure si trova in montagna… vedete un po’. I FEDELISSIMI DELL’ AVIS CASALE – Dall’ultima classifica AICS abbiamo estratto tutti gli atleti che corrono sotto la bandiera dell’ Avis Casale (elenco allegato) non tanto per i punteggi, di cui già si è scritto, quanto per le presenze in campionato dopo 26 prove, quindi a metà strada. Scopriamo così che i “fedelissimi”, coloro i quali hanno superato il limite delle 15 presenze e stanno già migliorando i punteggi peggiori, sono ben undici su 36 atleti (31 uomini e 5 donne) schierati finora. Ricordiamo che nelle tabelle al limite di 15 bisogna sommare le caselline in grigio. Il “numero uno” è, a grande sorpresa, una donna, Simona Illengo, con 22 partecipazioni e sole 4 assenze. E’ vero che la “maestrina di Camagna” corre per il piacere dello sport e non ha velleità, ma nella classifica a squadre da sola ha racimolato circa il 6 per cento del punteggio dell’ Avis, che guida al momento la classifica. Aperta parentesi. Riguardo al termine appena usato tra virgolette, quando abbiniamo un atleta ad un determinato paese, intendiamo sempre la località che lo identifica, dove ha vissuto ed è molto conosciuto, non l’eventuale nuova residenza, sovente scelta per esigenze familiari o di lavoro. Quel che vale per la Illengo (che abita ora in comune di Vignale col marito Alessandro Manassero) vale anche per Daniele Novella (fubinese anche se ora ad Altavilla) o Alex Zulian (valenzano con casa a Suardi). Chiusa parentesi. Ritornando a “casa” Avis, a quota 21 ecco Simone Canepa e Chiaffredo Spinoglio, che sono pure competitivi ed hanno fatto fruttare anche individualmente le prove disputate. A 20 Mario Cavalieri, un altro boy della Valle Ghenza, come Enzo Pierro, Celestino Stocco ed Alessandro Manassero a 19. Questi ultimi hanno dovuto fermarsi per infortunio, altrimenti avrebbero le presenze di Simona. A 18 Stefano Taverna, a 17 Umberto Peron, a 16 Diego Bertaglia, che ha iniziato il torneo dopo gli altri, e a 15 Mauro Pacella, il “valenzano” (termine che ricorda tanto i boss). Tornando agli infortuni, negli “over 15” ci sarebbe anche Luisa Doro se non avesse dovuto fermarsi. Chi è ancora a 14 è Floriano Peruccio, uno dei punti di forza della squadra. Ma ha scelto di correre parecchie gare FIDAL, fuori provincia. DIAMO… I NUMERI - Confesso che, se nella vita ho invidiato qualcosa a qualcuno, questo è stata la stesura de “Il Signor G” al grande e compianto Giorgio Gaber. Che c’entra Gaber con lo sport ? Anzitutto i più attenti avranno notato che ho abbandonato lo scrivere in prima persona plurale, frutto di scuola forse obsoleta ma attenta al massimo rispetto per il lettore, per concedermi ad una prima singolare più diretta e confidenziale. Meno protocollare, insomma. Mi può essere d’aiuto per meglio delineare i contorni del lavoro e dell’autore in questione. Ma è quel “Signor G” che mi serve l’assist per parlare del “Signor L&G”, che non è un marchio, nulla di sponsor o pubblicità, ma semplicemente un atleta alessandrino, di quelli che non compaiono mai nelle cronache perché non hanno l’abitudine ai podi, che incontri ogni tanto sfogliando l’ordine di arrivo di una qualunque gara. Un “non personaggio”, insomma. Come un “non sito” (nel senso che non inizia con la tripla w) è il suo piccolo spazio web che gestisce con cura certosina da anni, sottovoce, con “spirito di servizio” nei confronti dell’ atletica provinciale, dei suoi colleghi podisti verso cui è attento a non cercare mai la polemica, a rimarcarne i lati migliori, a dare spazio a tutti coloro che hanno qualcosa (di buono) da dire. Non è un caso che sia sempre il primo ad avere le notizie e con un click le metta lì a disposizione di tutti, sovente correlate da materiale assolutamente free. Io confesso che una sbirciatina d’aggiornamento personale sovente… Beh, l’ho detto. Avanti il prossimo. L&G sta per “Il leone e la gazzella”. “E lo sappiamo… scopri l’acqua calda…!”. Mi pare di sentirne tanti di questi 2331 (duemilatrecentotrentuno) “schedati” tra le pagine dei Ranking. Ma è inutile agitarsi, inquietarsi. Il nome non lo faccio, nemmeno sotto tortura. In primis perché lo conoscete tutti, e bene, in secondo luogo perché chi sta leggendo e ne ignorava l’esistenza, ma ha un minimo di dimestichezza col web, impiegherà pochi minuti (secondi) ad individuarlo e ad apprezzare l’ operato, ben al di là delle tabelle che qui sono riportate. La ragione principale di tale falso mistero è però lo stare al gioco, al suo gioco. Ho dovuto sudare non poco per convincerlo a lasciarmi pubblicare uno dei suoi aggiornamenti (questo è al 3 luglio scorso) che lui ritiene di non rilevanza, stilati quasi “per scherzo” (virgolette importanti, please). Quindi, nel timore di aver parlato troppo della persona, per non incorrere nelle sue ire vi lascio alle pagine di questi Ranking che coprono il periodo di un anno (indietro, a partire dall’aggiornamento dichiarato) con una precisazione: se li ritenete interessanti, e può essere anche sotto aspetti diversi, datene merito all’autore. Se invece la pensate diversamente o, peggio, vi irritano (ma in questo caso chiedetevi perché) prendetevela con me che ho insistito tanto per portarli a conoscenza di un pubblico ancor più vasto. Per agevolarne la lettura, oltre alle descrizioni che lui allega ad ogni sezione, gli ho chiesto un approfondimento (note dall’ autore, con la “a”) per allargare il numero dei potenziali fruitori; coloro, cioè, che non “masticano” appieno un linguaggio molto tecnico. E’ mia opinione che la colonna meno interessante, meno importante (meglio: da non leggere in ottica di “Verbo”) sia la prima. Si, come in ogni classifica lì, a sinistra, ci sta quella colonnetta sovrastata da un “pos” che, inevitabilmente, ci porta a pensare, a stabilire, a confutare, a rimarcare, a negare, che quello sopra sia migliore di quello sotto. Il mio consiglio è di leggere questa “scaletta” con molta sobrietà, in quanto non ci si trova al cospetto di un libro sacro, né di un contenitore di verità e tanto meno di classifiche che nascondono chissà quale premio. Sarà più facile entrare in quest’ ottica per chi sta (o, in sua modestia, “crede di stare”) più in basso. In realtà basta sapere che per le sezioni di maratone e maratonine i dati sono quelli, e basta. Per le altre non esiste un modo di redigerle che possa portare ai “valori assoluti”. Ed il bello sta proprio qui. Il metodo che l’autore ha adottato, e di cui ci svela accuratamente ogni passaggio, è molto scrupoloso, applicato con molta serietà e passione (soprattutto, e questa fa miracoli). Basta spostare una virgola, far “saltare” un parametro e cambia tutto. E via, state al gioco signori podisti, che questi Ranking (ecco… è il nome che spaventa…) e le persone come il “Signor L&G” (oops… ne ho parlato ancora) fanno solo bene allo sport che amate e praticate. Vedetelo come un album senza le figurine. Siete in 2331 (duemilatrecentotrentuno) e come almanacco del podismo alessandrino non è niente male. Specie se lo conservate e ve lo rileggete tra un po’ d’anni. Fra tanti anni, è l’augurio. “Ehi, guarda qui… - rivolgendosi al nipotino mentre ti scappa la dentiera – …questo è nella pagina prima ma io una volta l’ho battuto !” Mentre scrivo, nella mia incrollabile invidia verso voi tutti, sto studiando il modo per poterci entrare in un prossimo aggiornamento…, ma senza troppa fatica (categoria NS-“natostanco” – non prevista finora). Mi sta pure bene di essere il 2332. Nel mio piccolo, ci vedo pari dignità coi primi. PRECISAZIONE – Nell’allegato dei Ranking compaiono pochi atleti come AVIS Casale perché, in presenza di doppio tesseramento, l’autore ha (giustamente) inserito il tesseramento FIDAL. Per cui la maggior parte degli atleti avisini compare abbinata ad altra società.

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