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Sulla vicenda di Rosso, la Meloni ha annunciato che «Fratelli d'Italia si costituirà parte civile»
Sulla vicenda dell'arresto di Rosso, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha dichiarato: «Mi auguro dal profondo del cuore che Roberto Rosso dimostri la sua innocenza, che non siano vere le accuse che gli vengono mosse. Ma annuncio fin da ora che Fratelli d'Italia si costituirà parte civile nell'eventuale processo a suo carico, perché in questa vicenda ci consideriamo le prime vittime. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da Fdi».
E sulla questione interviene Paolo Furia, segretario PD Piemonte: «Questa mattina all’alba l’assessore regionale di Fratelli d’Italia Roberto Rosso è stato arrestato con accuse gravissime, nell’ambito di un’inchiesta sui rapporti tra ‘ndrangheta, politica e imprese. Proprio ieri, neanche a farlo apposta, presso la sede del PD Piemonte si è tenuta la presentazione del libro di Riccardo Gorrieri “Un cancro chiamato ‘ndrangheta. Analisi di una delle peggiori patologie del tessuto economico sociale”, con Daniela Todarello, responsabile sicurezza e legalità del PD di Torino e Davide Mattiello, consulente della Commissione parlamentare antimafia. Proprio ieri ci dicevamo che non possiamo tacere l’esistenza di rapporti tra la ‘ndrangheta e il territorio piemontese, anche considerato l’alto numero di beni confiscati; e che non può essere messo sotto silenzio il rapporto tra ‘ndrangheta, politica e burocrazia. E’ compito della buono politica rifiutare il voto di scambio: dire no a quei voti raccolti in zone d’ombra tra l’illegalità e la legalità: voti forse comodi, ma che privano per sempre il politico della libertà. In attesa del prosieguo delle indagini, osserviamo però sin d’ora che i partiti devono esercitare massima attenzione nella selezione e formazione della classe dirigente, sospettare di rapporti troppo stretti con interessi economici e isolare eventuali comportamenti ai confini con l’illegalità. Notizie come quella di stamattina fanno perdere di credibilità tutta la politica e fanno male alla democrazia perché minano alla base la fiducia dell’opinione pubblica. Tocca a noi, con comportamenti corretti e accorti, ricostruire questa fiducia».
Per il consigliere regionale di LUV, Marco Grimaldi, «era consapevole, il patto è andato a buon fine dopo una fitta contrattazione. Siamo garantisti ma c’è poco da girarci attorno: la Giunta Cirio dovrebbe dimettersi all’istante. I fatti sono di una gravità inaudita. Qual è l’oggetto dello scambio? 15.000 euro, ma i voti sono stati garantiti in cambio di quale promessa?».
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