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Sabato 19 novembre
Internati Militari Italiani: Casale inaugura il Famedio
Alle ore 10 al cimitero la tumulazione di sei cassette ossario dei rimpatriati dalla Germania
Sabato 19 novembre sarà un giorno storico per Casale, per il Monferrato, per la sua storia ma anche più in generale per la storia del nostro Paese: infatti alle ore 10 al Cimitero Urbano di via Negri, sarà inaugurato il Famedio, tempio funerario dedicato alla memoria di personaggi di rilievo, in questo caso, primo e unico in Italia, dedicato agli IMI, Internati Militari Italiani della seconda Guerra Mondiale, di origine monferrina.
Nel corso della cerimonia all’interno del Famedio saranno tumulate le cassette ossario di 6 dei 7 IMI rimpatriati dai cimiteri militari di Francoforte sul Meno e di Amburgo (uno di loro sarà invece tumulato a San Salvatore nella tomba di famiglia). Si tratta del primo rimpatrio collettivo di resti mortali dalla Germania effettuato in Italia, che va ad assumere un grande valore simbolico e di grande attualità visti i giorni tragici che stiamo vivendo da qualche mese a questa parte. Il rientro dalla Germania è stato venerdì 11 novembre con l’arrivo a Torino, al Comando Militare Esercito Piemonte, dove ha avuto luogo la cerimonia solenne di accoglienza.
Alla cerimonia di Casale interverranno il sindaco Federico Riboldi, che nell’occasione porterà altre positive novità su iniziative riguardanti gli IMI monferrini, e il presidente dell’associazione “Li riporteremo a casa in Monferrato” Andrea Desana, membro della Direzione Nazionale dell’Anrp e figlio dell’IMI Paolo, più conosciuto come “Padre della Doc”, al quale nei primi anni Novanta fu dedicato il libro postumo dal titolo emblematico “La via del lager” proprio per la sua esperienza di ben 13 campi di concentramento culminata ad Unterluss, vero e proprio campo di eliminazione KZ. Oltre a loro saranno presenti il presidente nazionale dei Geometri, Maurizio Savoncelli, l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa, il comandante provinciale dei Carabinieri, Massimiliano Rocco, il presidente provinciale dell’Anpi, Roberto Rossi e una delegazione con labaro dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia di Treviglio con il presidente Paolo Vavassori.
Andrea Parodi – membro della Direzione Nazionale dell’Anrp, l’Associazione dei Reduci dalla Prigionia, giornalista e storico che nel 2016 suggerì ai volontari monferrini l’idea del Famedio IMI e del rimpatrio collettivo - traccerà la vicenda degli Internati Militari Italiani, una vicenda volontariamente dimenticata dallo Stato e colpevolmente elusa dalla storia patria ma che rappresenta invece una delle più belle pagine della storia italiana del Novecento: la vicenda di quelli che poi sono stati definiti i “volontari del lager”, iscrizione posta con grande evidenza sul Famedio.
L’attezione sarà tutta per gli IMI monferrini: Francesco Chialone di Odalengo Grande, deceduto nel dicembre del 1943 a Bochum Hammer e proveniente dal cimitero militare di Francoforte, rimpatriato per volontà della nipote Giovanna Magnone; Flavio De Vecchi di Ticineto, catturato a Patrasso e deceduto nel settembre del 1944 in Renania anch’egli proveniente da Francoforte, rimpatriato per volontà della nipote Flavia Fontana; Mario Ferrando di Rosignano Monferrato deceduto nell’ottobre del 1944 a Gross Fullen e proveniente dal cimitero militare di Amburgo, rimpatriato per volontà del nipote Guido Rossi; Giuseppe Patrucco di Occimiano, catturato a Cattaro nel Montenegro e deceduto nel gennaio del 1944 ad Essen, rimpatriato da Amburgo per volontà del nipote Giuseppe Raiteri; Giuseppe Peretti di Mombello Monferrato deceduto ad Oberhausen in Westfalia nell’aprile del 1944, rimpatriato da Amburgo per volontà del nipote Giuseppe Perotti; Placido Zanasso, anch’egli di Mombello Monferrato e deceduto ad Oberhausen nel febbraio del 1944, rimpatriato da Amburgo, praticamente una storia parallela per i due giovani monferrini di Mombello, per volontà della nipote Rita Ariotti. E poi c’è Alessandro Frascarolo di San Salvatore Monferrato, deceduto nel 1944 in Westfalia, che verrà tumulato per volontà della famiglia nel cimitero di San Salvatore Monferrato, anch’egli proveniente dal cimitero militare di Amburgo e rimpatriato per volontà del nipote Alessandro Frascarolo.
Ed infine una presenza importante: alla cerimonia sarà presente Giuseppe “Pinetto” Giorcelli, 102 anni, testimone dell’internamento militare italiano, protagonista vivente della vicenda IMI e di quella “scelta” storica, una scelta di Resistenza che, con la creazione di questo importante “luogo della memoria”, dovrà essere da ora in poi ricordata in occasione delle più significative ricorrenze storiche resistenziali del nostro Paese.
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