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Crisi call center: corteo di protesta fino al municipio

“Chi lavora è un infame, chi fa sciopero fa la fame”, “Se non prendo lo stipendio a Phonemedia non ci vengo”, “Adotta anche tu un operatore di Phonemedia”. Sono questi alcuni degli slogan che i lavoratori del call center di Trino hanno intonato mercoledì mattina, quando intorno a mezzogiorno hanno dato vita ad un corteo che dalla sede di Phonemedia li ha portati fino davanti al Municipio. Alla testa dei manifestanti c’erano i vertici sindacali provinciali di Cgil e Uil, che hanno confermato lo sciopero ad oltranza fino a quando non verranno pagati gli stipendi o avverrà il commissariamento dell’azienda, agitazione alla quale non ha invece aderito la Cisl. La tensione resta molto alta tra i dipendenti e la situazione appare confusa anche tra i sindacati, che, come appunto confermato questa mattina, restano divisi, con Cgil e Uil da una parte e Cisl dall’altra. Per il momento è stata accantonata l’ipotesi di un’occupazione dell’azienda, anche perchè in questi giorni una ventina di operatori hanno continuato a lavorare regolarmente, mentre da giovedì inizierà il sit-in sulla rotonda situata all’ingresso della città (provenendo da Vercelli) con una tenda messa a disposizione dalla Protezione civile. Intanto si attende, da parte del governo, la nomina di un commissario, decisione che dovrebbe essere presa entro sabato 5 dicembre. “Auspichiamo che questa data venga rispettata - ci spiega Gianluigi Guasco, segretario generale Uil di Vercelli - poi penseremo ad altre forme di protesta per tenere alta l’attenzione da parte dell’opinione pubblica”. Il corteo, pacifico, si è intrattenuto sotto l’atrio municipale circa mezz’ora, giusto il tempo per ascoltare gli interventi dei rappresentanti sindacali e del sindaco Marco Felisati, poi, i lavoratori, in maniera composta e preceduti da Polizia Municipale e Carabinieri, hanno fatto ritorno presso il call center, per continuare l’assemblea. “Sarà una lotta durissima - ha detto Gianni Esposito, segretario generale Cgil di Vercelli e Valsesia, nel suo intervento - ci sono quattro mesi di stipendi arretrati e più di duecento famiglie sono in difficoltà. Solo insieme si vince, disuniti si perde, anche se c’è sempre qualcuno che invece pensa che si debba continuare ad andare a lavorare”. Ai lavoratori presenti mercoledì sotto il Municipio ha parlato anche il sindaco. “Questo non è un momento bello per la nostra città. E’ però importante che il territorio provinciale si renda conto di cosa sta accadendo al call center di Trino. Non è ammissibile che da un giorno all’altro più di duecento lavoratori si trovino senza certezze sul loro futuro. Ho chiesto ai sindacati di essere uniti, a voi lavoratori dico di continuare nella vostra lotta”.

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Federico Nardi

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