C’era una volta la festa patronale di Terranova: il rimpianto della Pro Loco
di Luciana Corino
La sagra del “fritto di mare” a cura della Pro Loco di Terranova si è svolta fino a due anni fa, a fine luglio, nell’ambito della festa patronale di San Giacomo, il pescatore di Galilea. Nelle intenzioni degli organizzatori c’è sempre stato infatti il mantenimento del legame simbolico con il pesce e con la tradizione dei tempi passati. Il paese è stato abitato fino a non molti decenni fa prevalentemente da pescatori che dall’acqua allora potabile del Po traevano arborelle, tinche, carpe, cavedani e trote. Quelli cotti nelle padellone della Pro Loco erano gamberi, totani, seppie, orate per andare incontro ai gusti moderni della gente ma la festa era sempre caratterizzata da una buona affluenza di pubblico anche giovane che affollava il ristorante e approfittava della pista da ballo dove nelle serate si alternavano altrettante orchestre spettacolo.
Il presidente della Pro Loco Alfonso Brunello ricorda con nostalgia e delusione quei tempi appena trascorsi. La sagra non ha più potuto essere allestita dopo che il Comune ha alienato, destinandolo alla vendita, lo stabile delle ex scuole elementari che l’associazione utilizzava come deposito delle attrezzature, magazzino delle provviste e camerino per i componenti delle orchestre: «Il sindaco Demezzi si è reso conto che è un delitto non fare più quella festa e mi ha contattato di persona a fine maggio. Ma ormai era troppo tardi per organizzare una manifestazione dignitosa», spiega, annunciando polemicamente che anche la seconda asta dell’edificio scolastico è andata deserta il 29 aprile. «Era facile da intuire che non l’avrebbero venduto perché il momento non è favorevole, con l’attuale crisi non c’è mercato. Non era il caso che ci mandassero via subito, almeno potevano aspettare che arrivasse l’acquirente! Ma era già stato tutto deciso e abbiamo dovuto andarcene».
Lo sfratto ha messo in forse anche la stessa ragion d’essere della Pro Loco: «La società c’è ancora sulla carta, non si è sciolta ma senza la festa del paese che cosa ce ne facciamo? Abbiamo dovuto sparpagliare un po’ ovunque le attrezzature, la cucina, le stoviglie, i tavoli, le sedie. Il vasellame va mantenuto pulito e in ordine perché possa durare nel tempo!». Adesso però qualcosa sembra bollire, anzi “friggere” dato il tema, di nuovo in pentola: «Ci hanno promesso di attrezzare un’area di proprietà del Comune, che si trova dietro la stazione e che adesso è dato in affitto per coltivazioni a un agricoltore. Devono portarvi gli allacci della luce, del gas, dell’acqua e naturalmente costruire un capanno stabile per riporvi l’attrezzatura. Però resterebbe come area multifunzionale per le feste. Al centro civico non costava nulla perché era già tutto stabilito e l’Amministrazione doveva solo riscuotere i soldi, una bella somma, per l’occupazione del suolo pubblico. Qui devono fare tutto ex novo!».
Ma Brunello conclude con alcune riflessioni amare: «Dopo tutto quello che abbiamo fatto mi sono sentito preso in giro da chi aveva fatto promesse. Mi spiace per la popolazione che ci teneva alla festa. Il Comune non deve mettere i bastoni fra le ruote alle Pro Loco. Dicono che queste associazioni guadagnino tanti soldi. Ma non è vero. Quel poco profitto serve per essere investito in altri eventi. Sono deluso della classe politica. Io ho trascurato il mio lavoro di idraulico e sono stato ringraziato così. Comunque staremo a vedere se il prossimo anno ci sarà la festa sarò disposto a rivedere il mio giudizio e ad ammorbidirmi».
La festa patronale ha avuto però un importante momento religioso, mercoledì 25, San Giacomo, con la messa solenne celebrata alla sera dal parroco don Mario Fornaro e con la processione con l’esposizione dello stendardo del Santo. Nell’occasione è stata offerta la conchiglia in pastafrolla di San Giacomo, in passato testimonianza dell’avvenuto pellegrinaggio nella città di Santiago de Compostela e della visita alla tomba dell’apostolo di Gesù. Oggi, nei moderni pellegrinaggi, le conchiglie di San Giacomo possono essere trovate e comprate lungo tutto il tratto del “Cammino” da Roncisvalle fino all’arrivo nella città di Santiago de Compostela. Sabato 28 luglio alle 16,30 sarà celebrata la messa per tutti i defunti e domenica 29 alle 11,30 ci sarà un’altra messa solenne. Continuano intanto le visite alle famiglie per la benedizione delle case che il parroco ha intensificato nel periodo della festa di San Giacomo.