Articolo »

Venerdì 21 agosto

Concerto per soprano e organo a Ottiglio

La splendida chiesa di San Germano di Ottiglio sarà nuovamente cornice di un nuovo appuntamento musicale. Venerdì prossimo, 21 agosto, alle ore 21, si terrà il concerto per Soprano e Organo. Interpreti il soprano Sara Marchesi e l'organista Mario Valsecchi.

“Sarà un ulteriore occasione per valorizzare lo splendido Organo Giovanni Franzetti e Figli del 1863 nel ruolo non di semplice accompagnatore ma nella dimensione concertante.

Verranno eseguite musiche di autori del '700 (Andrè Campra, Gian Francesco De Majo e Pietro Terziani) e, nella seconda parte, pagine del repertorio ottocentesco francese (Saint-Saens, Augusta Holmès e Gioachino Rossini) – spiega il maestro Valsecchi -. In mezzo, all'Organo solo sarà riservato uno spazio e verrà eseguita la Sonata n. 4 di Josef Gabriel Rheinberger. Sara Marchesi introduce e commenta il concerto: “l’esibizione inizia con Jubilate Deo, un Mottetto di André Campra. Questo compositore, tra i più importanti del periodo barocco in Francia, insieme a J. B. Lully e J. P. Rameau, era figlio di un chirurgo piemontese tra­sferitosi ad Aix- en-Provence. Il padre, che era un buon violinista, fu il suo primo insegnante di musica. No­nostante il suo carattere ribelle ricevette la tonsura e diventò un apprezzato compositore di musica sacra, ma pare che frequentasse di nascosto le sale di jeu de paume (l’antenato del tennis), dove si davano anche rappresentazioni teatrali. Secondo i commentatori dell’epoca nel suo stile coesistono la dolcezza francese e la passionalità italiana. Nel 1744 scrisse L’Europe galante: quest’Opera è il primo esempio di Opéra-ballet, un melodramma di genere comico, nel quale la danza ha un ruolo equivalente al canto e che ebbe un enorme successo in Francia.

Il Mottetto Sicut cerva è opera di Gian Francesco de Majo, detto Ciccio. Questo autore fa parte della cele­berrima scuola musicale napoletana, della quale oggi ricordiamo soprattutto compositori come G. B. Pergo­lesi o D. Cimarosa. Ma ai suoi tempi anche De Majo era molto apprezzato, viaggiava in tutta Europa e faceva parte della cerchia di Farinelli e Metastasio. Fu lodato anche dal giovane Mozart, che ascoltò la sua musica in una chiesa di Napoli e la definì “bellissima” (in italiano) in una lettera alla sorella Nannerl. De Majo go­dette di notevole successo in Italia e all’estero come compositore d’Opera ma compose anche musica sacra; ritroviamo in questo Mottetto uno stile sicuramente ispirato alla vocalità operistica, caratterizzato da note­vole virtuosismo ed espressività teatrale.

Di origine romana, Pietro Terziani studiò nella propria città e a Napoli. Scrisse due Opere e molta musica sa­cra; quando Napoleone invase l’Italia si stabilì a Vienna, dove rimase sino alla caduta di quest’ultimo. Nel 1816 tornò a Roma dove fu maestro di cappella in San Giovanni in Laterano e in altre importanti chiese ro­mane. Fino alla morte compose esclusivamente musica sacra. Si nota nel suo Salve Regina una certa sensi­bilità belcantistica.

Camille Saint-Saëns fu un bambino prodigio: entrò al Conservatorio a 13 anni, dove fu allievo di organo e composizione, ricevendo i consigli di Gounod. Fu organista presso la chiesa della Madeleine, famosa per il suo organo, dove ricevette una visita di Liszt che, impressionato dalle sue improvvisazioni, lo definì ‘il miglio­re organista del mondo’. Fu insegnante di Fauré e di altri celebri compositori francesi, oltre ad essere l’auto-re di successi intramonta­bili come il Carnevale degli animali, ma anche di Poemi Sinfonici, Opere e perfino musica da film; ebbe una fortunata carriera internazionale ma verso la fine della sua vita lo stile musicale era completamente cambia­to e la sua musica appariva sorpassata.  Ascoltiamo nel brano Inviolata la ric-chezza delle armonie e l’espres­sività della linea vocale.

Augusta Holmès sfidò le convenzioni del suo tempo, secondo le quali le donne di una certa condizione so­ciale non potevano comporre musica. Di origine anglo-irlandese, Augusta era dotata per la musica ma anche per la pittura e la letteratura. Fu allieva di César Franck e compose Opere e Poemi Sinfonici. Fu anche can­tante e ricevette l’incoraggiamento di Rossini e Saint-Saens. Grande ammiratrice di Wagner, scriveva lei stes­sa i libretti per le proprie opere. Più di mille musicisti interpretarono la sua Ode in onore del centenario della rivoluzione francese, all’Esposizione universale del 1889. Compose alcuni brani di musica sacra, tra i quali l’inno Ave Maris Stella, una bella melodia semplice ed elegante. 

Josef Rheinberger fu organista e maestro di cappella alla corte del re Ludwig II di Baviera, che fu mecenate di Wagner e fece costruire i famosi castelli. Si autodefiniva un classicista e i suoi modelli erano Bach e Mozart. La sonata n. 4 è costruita sul Tonus peregrinus, ovvero il nono tono gre­goriano. Secondo la leggenda questo tono sarebbe stato cantato da Gesù e dai discepoli dopo l’ultima cena. Effettivamente si tratta di una melodia associata al salmo In exitu Israel de Aegypto, uno dei primi salmi eu­caristici, di origine sinagogale e cantato durante la Pasqua ebraica.

Fra i massimi operisti della storia, Gioachino Rossini è celebrato soprattutto per le sue Opere Il Barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Guglielmo Tell. Fu paragonato a Napoleone per il successo folgorante ottenuto in Italia e a Parigi, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Ecco cosa lasciò scritto a proposito della Petite messe solennelle, da cui è tratta l’Aria O salutaris Hostia: “Petite messe solennelle", a quattro parti, con ac­compa-gnamento di due pianoforti, e di un armonium. Composta per la mia villeggiatura di Passy. Dodici cantori di tre sessi, uomini, donne e castrati, saranno sufficienti per la sua esecuzione. Cioè otto per il coro, quattro per il solo, in totale di dodici cherubini: Dio mi perdoni l'accostamento che segue. Dodici sono anche gli Apostoli nel celebre affresco di Leonardo detto La Cena, chi lo crederebbe! Fra i tuoi discepoli ce ne sono alcuni che prendono delle note false! Signore, rassicurati, prometto che non ci saranno Giuda alla mia Cena e che i miei canteranno giusto e con amore le tue lodi e questa piccola composizione che è, purtroppo, l'ulti­mo peccato mortale della mia vecchiaia.”


Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Luisella Braghero

Luisella Braghero
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!