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  • 14 febbraio 2021
  • Mombello

Per San Valentino

Le declinazioni dell'amore secondo il poeta Magrassi

Per gli innamorati

“Cielo sereno, fragile come trina di sposa, in esso è racchiuso il contorno di un viso, il primo sorriso d’amore, il primo bacio strappato a labbra serrate, la prima passeggiata lungo il viale dei tiglio, complice una falce di lune e un soffio di vento che scompigliava, in trame arruffate, i capelli…”.

“Fra poco, non so da quali luoghi remoti, a me verrai, amica luna; di te più forte stasera è l’attesa che troppo indugi timorosa oltre quali confini non so… Lenta, poi, solcherai l’azzurro infinito e l’oro pallido della tua luce poserai su questo prato dove coro di voci sommesse t’invoca e sussurro d’erbe acconsente e felicità d’amanti s’abbandona. Guardo questo cielo immenso che nulla dice se vita non ha dalla tua pallida vela, eterna, uguale e pur sempre nuova ad ogni frequente batter di ciglia; in questo silenzio, in questa dolcissima luce solo con te restare vorrei sono a che a volo, sull’aia, i passeri inseguiranno le piume agitate dal vento mattutino…”.

“Frugando nei cassetti della memoria ho riaperto lettere segnate ancora del tuo profumo di donna; ed ho ritrovato quel nastro con il concerto di Grieg che seguivamo con passione sul registratore sotto il pergolato, accanto ad un bicchiere di moscato inebriante… Erano solo nostri quella spalliera di glicine, i rossi gerani al davanzale, il ricamo musicale al pianoforte e trame di parole sottovoce… Ma più levigati sono ora i ciottoli del sentiero dove invano cerco di ritrovare un’impronta un segno del nostro passaggio…”.

Con queste liriche, tratte dalla raccolta “Cadenza del Cuore” del mombellese Lorenzo Magrassi, ci piace pensare alle declinazioni più belle dell’amore, da cogliere nel giorno di San Valentino, come in ogni istante di vita.

“In ogni poeta, scriveva Magrassi, “c’è un colloquio continuo con sé stessi che ne motiva il respiro del cuore, trasformando la parola scritta in frammento d’anima. Un sentimento che filtra ciò che è patrimonio comune in segreta e commossa emozione. Può essere un ricordo di gioventù, ritrovando nel giorno delle sensazioni e delle immagini, le avventure di folgoranti stagioni, attraverso il recupero di gesti, momenti e stati d’animo. Può essere l’universo della natura che s’anima di voci sommesse, di scorci a pennello, di minuzie e attimi, colti con felicità e slancio d’ispirazione, a specchio d’un’autentica partecipazione. Nel presente, la vita segna e consegna fardelli di prove e di sacrifici così che le note della memoria, care al cuore, rinnovano sempre il viatico per un sereno quotidiano, intanto che il tempo sfugge fra le dita come sabbia di clessidra…”.


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