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Cascine Rossi: migliorato il canile in memoria di Marisa

Una promessa è una promessa. Tanto più se la persona a cui è stata fatta la promessa non c’è più. È quanto è successo a Giuseppe Magni con la moglie Marisa Cappa, recentemente portatagli via dalla falce del mesotelioma. Forte desiderio della signora Cappa, infatti, era l’apporto di alcune migliorie al canile di Cascine Rossi. In un primo momento la realizzazione, a spese dei coniugi Magni, di box scoperti con un ampio spazio all’aperto per ogni cane. Ora, la seconda fase dell’intervento: un’area attrezzata per lo sgambamento dei cani.

È proprio questo secondo lotto di lavori che Magni, nonostante Marisa non ci sia più, ha voluto portare a termine in memoria dell’amata moglie. «Si è provveduto a sistemare il terreno antistante e a recintarlo per realizzare lo sgambamento - ci spiega Giuseppe Magni - L’area, incolta da tempo, ha richiesto un primo intervento di bonifica dai rovi e dagli arbusti cresciuti spontaneamente su tutta la sua estensione, di poco superiore ai 700 mq. Si è poi dovuto provvedere a livellare e rialzare l’intera superficie onde evitare che, durante il periodo di allagamento delle risaie circostanti, il terreno fosse soggetto a infiltrazioni. Da ultimo si è provveduto a perimetrare il tutto con muretto in cemento armato e a installare i pali e la robusta rete metallica di contenimento». Di tutto questo, come dicevamo, si è occupato Magni adempiendo all’espressa volontà della moglie che tanto avrebbe voluto vedere l’opera terminata.

A lavori ultimati (manca ancora la semina del tappeto erboso), ci dice Magni, «il costo complessivo è risultato piuttosto elevato. La copertura della somma non è ancora stata raggiunta ed è tuttora in corso una raccolta fondi. Dobbiamo comunque registrare con rammarico - denuncia Magni - che le risposte positive di contributi sono arrivate dal settore privato, mentre vi è stata la più completa assenza delle Pubbliche Istituzioni, contattate nella figura del sindaco che ha promesso un contributo puntualmente disatteso». Di diverso avviso, invece, il sindato Titti Palazzetti: «Non ho promesso nessun contributo - ci dice - perché è evidente che un Comune non può dare 25mila euro a un privato: la legge lo proibisce. Ho, invece, proposto al signor Magni un accordo con la Cosmo, che gestisce il canile, con la quale avremmo potuto collaborare, ma tale collaborazione è stata rifiutata»