Gelo: 605 traumi in ventitré giorni. Oltre duemila gli accessi al DEA: duecento fratture, di cui 42 del femore
di Massimiliano Francia
L’ondata di maltempo e di freddo non è stata solo un problema per contatori dell’acqua rotti, tubi esplosi e caldaie in affanno, di disagi e di polemiche su chi e come e quando debba spalare la neve, ma - per tanti casalesi e monferrini - ha creato problemi di salute - in qualche caso anche gravi - che si trascineranno per settimane e mesi.
Sono 2.055 - infatti - i cittadini che - dal 28 gennaio al 20 febbraio - si sono recati al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, con ben 605 diagnosi di traumi - rende noto il responsabile del DEA il dottor Vincenzo Vergara, direttore del DEA dell’ospedale di Casale.
L’analisi dei dati esaminati - sia pur velocemente - dal primario fa capire molte cose: il «bilancio» degli scivoloni invernali parla infatti di ben «90 traumi cranici, 200 fratture di cui 42 di femore; mentre gli altri riguardano altre parti del corpo», dice Vergara che sottolinea che sono «quasi esclusivamente incidenti legati al tempaccio» delle scorse settimane.
Come si diceva gli altri circa 400 traumi interessano altre parti del corpo e altri «segmenti»: tante rotture del malleolo per esempio e poi tibia, perone - e in tanti casi - il polso, perché cadendo ci si ripara istintivamente portando le mani avanti al corpo. E allora... crack!
Insomma Dea, Ortopedia, Radiologia e Riabilitazione sono (e in qualche caso saranno ancora) sottoposti a un vero e proprio tour de force.
Perché se è vero che i capitomboli sul ghiaccio non hanno risparmiato nemmeno le persone giovani e in forma - sottolinea Vergara - è chiaro che i maggiori problemi riguardano gli anziani, per i quali è tutto più difficile, sia per la degenza, in quanto ci sono spesso complicanze legate ad altre patologie, sia per la riabilitazione, che può diventare molto lunga e complicata.
Quanto alla provenienza i pazienti - aggiunge Vergara erano prevalentemente provenienti da Casale e in Dea - aggiunge Vergra - «erano frequenti le lamentele per le difficoltà a camminare e spostarsi legate alla presenza di neve e ghiaccio».
Per fortuna ora è tornato a splendere il sole con temperature quasi primaverili e il ricorso al DEA è decisamente calato.