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«La tutela del fiume viene dall’acqua»

Iniziato il presidio dei greti del Po da parte dei guardiaparco

In collaborazione con gli Amici del Po

Il presidio dei greti (foto Stefano Granziero degli Amici del Po di Casale Monferrato)

«È iniziato il presidio dei greti da parte dei guardiaparco; oltre all’ordinaria attività di sorveglianza la posta in gioco è la salvaguardia degli uccelli: sterna comune, fraticello, corriere piccolo, occhione, per esempio, sono le specie che stanno facendo il nido o che stanno covando e in questi giorni sono più vulnerabili. Questa è un’attività importante a servizio della biodiversità».

Lo fa sapere l'Ente Parco del Po: «I mezzi utilizzati sono barche e gommoni, sicuramente efficaci per controllare le isole e i greti fluviali. La prima uscita si è svolta nei giorni scorsi ma i servizi di vigilanza continueranno soprattutto per quel che resta della primavera e in estate, nel tratto di Po alessandrino grazie alla collaborazione con l’associazione Amici del Po di Casale Monferrato e da Casalgrasso a Moncalieri in autonomia. Solo così si può avere una vista completa dell’ambiente fluviale e raggiungere punti normalmente nascosti e inaccessibili, si pensi anche agli scarichi che sovente non sono percepibili da terra».

La navigazione «viene fatta, dove possibile e il più possibile, a remi per arrivare nei luoghi in cui si effettuano i controlli in modo silenzioso e per non creare disturbo alla fauna selvatica, proprio per questa ragione si evitano zone particolarmente sensibili come l’area della confluenza della Stura di Lanzo con il Po a Torino, ricca di anatre e di tanti altri uccelli».

Quella con gli Amici del Po di Casale Monferrato è una collaborazione che dura da parecchi anni e il presidente dell’Associazione, Massimo Sarzano, la intende come un contributo alla tutela del fiume in senso ampio: «In questi giorni abbiamo potuto finalmente ricominciare a lavorare con i guardiaparco dopo il lungo fermo dovuto alla pandemia, quello che facciamo e abbiamo fatto non si limita alle attività di sorveglianza ma ci ha visti coinvolti anche in operazioni scientifiche come il monitoraggio dell’ittiofauna a fianco degli esperti dell’Ente-Parco, operazione che ci tengo a dire ci ha tenuti impegnati per mesi nel tratto di Parco che va da Crescentino alla confluenza con il Tanaro».

Concludono dall'Ente Parco: «Vale la pena di ricordare che in tutto il Piemonte è possibile percorrere con i mezzi motorizzati solo le strade vere e proprie (comunali, provinciali, ecc.) mentre è vietato, in tutti i periodi dell’anno, effettuare percorsi fuoristrada se non in aree appositamente dedicate a questa attività. Perciò l’accesso ai prati, ai boschi, in questo caso ai ghiareti, è un comportamento illecito e dannoso perché crea disturbo alla fauna e danni alla vegetazione; fra l’altro, in quel modo, nella stagione riproduttiva si possono schiacciare nidi e nidiacei di alcune specie di uccelli particolarmente sensibili alle interferenze esterne».


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Paolo Testa

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