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Il progetto

A Trino tante forze in campo per rilanciare il borgo di Leri

Il Comune ha ripulito l’area, l’associazione avrà una sede

In occasione del sopralluogo di settembre al borgo di Leri Cavour, dopo l’intrusione dei writers che hanno imbrattato uno degli affreschi della villa, il sindaco Daniele Pane aveva fatto sapere di voler collaborare con l’Associazione L.E.R.I Cavour, nata per supportare attività a sostegno del recupero dell’area e monitorare la situazione costantemente. Etimologicamente il significato della sigla è Laboratorio Educativo Risorgimentale Italiano. A fondare l’associazione e a portare avanti questo progetto ambizioso, ovvero quello di conoscere la storia del borgo di Leri Cavour, sognando una riqualificazione che possa avvenire nel più breve tempo possibile, sono Roberto Amadè, Isabel Salinas (al secolo Marianna Fusilli) e Luciano Vigani

Un progetto avviato circa un anno fa e a gennaio 2020 verrà finalmente inaugurata la sede dell’Associazione. In quell’occasione sarà anche visionabile un documento originale datato 1 settembre 1918 di cui i membri dell’associazioni sono entrati in possesso di recente. «Si tratta di un documento di valore storico e documentale davvero notevole per noi» dicono dall’associazione. «La nostra ricerca è stata lunga e speriamo di trovare ancora altro materiale. Un pezzettino di Leri è tornato a casa e ne attendiamo già altri».

In queste immagini, raccolte in un libretto in vera pelle dedicato, con riconoscenza, dal Comune di Trino alla memoria della figura di Cavour a Leri, vengono mostrate le facciate della casa di Cavour a Leri, il salone d’ingresso utilizzato come sala da pranzo, le targhe/lapidi esterne, la facciata del Comune di Trino, la sala Cavour ed un noto quadro raffigurante Cavour agricoltore a Leri e conservato tutt’oggi a Torino al Museo del Risorgimento. L’estate scorsa Salinas e Amadè avevano anche organizzato una passeggiata a Leri con persone che sono nate e cresciute nel Borgo tanto caro a Cavour. 

«In questo viaggio Amarcord la fortuna è stata dalla nostra parte tanto da porre casualmente sul nostro cammino un uomo incredibile che inseguivamo da tempo. Inizialmente ci ha dato dei “folli”, dei “sognatori” poi ci ha invitato a trascorrere l’intero pomeriggio con lui. Lo scambio di punti di vista è stato entusiasmante. Siamo tornati a casa davvero arricchiti e ancor più consapevoli dell’importanza che ha avuto la nostra “divinazione” in quel nebbioso primo giorno di novembre di un anno fa in cui eravamo stati a Leri». La coppia poi aggiunge. «Il nostro territorio assume un altro aspetto, così come i nostri occhi si riempiono di incanto. Da qualche mese stiamo portando avanti questo progetto temerario fatto di studi bibliografici, indagini sul campo, interviste e ricerche davvero affascinanti. Abbiamo scoperto ed imparato molte cose delle quali stiamo facendo tesoro ma siamo certi che tante altre devono ancora arrivare. Soprattutto conoscenze che nessun libro potrà raccontarci».

Intanto anche il Comune di Trino si sta muovendo per la salvaguardia del borgo. Proprio qualche giorno fa, su interessamento dell’assessore all’ambiente Alberto Mocca, è stato eseguito il taglio e la pulizia dell’intera tenuta. «Nella gara d’appalto che il comune ha per il verde abbiamo inserito anche due grandi tagli a Leri Cavour, dove siamo anche intervenuti per eliminare alcune discariche a cielo aperto che ci sono state segnalate in quella zona. Ringrazio gli operatori della Cooperativa Ergon per il grande intervento che è stato realizzato» ha sottolineato Mocca. L’obiettivo resta quello di mantenere una pulizia ordinaria dell’area con una frequenza maggiore di passaggi. «Questo anche in previsione del “Leri Cavour Festival” che abbiamo intenzione di organizzare a settembre/ottobre del 2020» spiega il sindaco. «Un evento che arriverebbe alla fine di possibile tour delle Grange: vorremmo sfruttare i cortili delle Grange per fare conoscere ai visitatori la tradizione della risicoltura e concludere il tutto a Leri, con stand, esposizioni di prodotti, coinvolgendo magari i ragazzi dell’Alberghiero e artisti di fama». Primi passi insomma per il recupero definitivo della tenuta, trasformandola in una casa-museo, un progetto molto ambizioso, per il quale servirebbero almeno una trentina di milioni di euro.


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