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Sicurezza alluvioni

«In caso di un’altra piena Motta sarà di nuovo sotto»

I rilievi del sindaco Emanuela Quirci dopo l’incontro con l’Autorità di Bacino

Si è tenuto martedì, in videoconferenza, l’incontro richiesto dal sindaco di Motta Emanuela Quirci con l’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po. Il primo cittadino mottese aveva scritto, a dicembre, all’Autorità per segnalare la situazione dell’argine destro, verso Motta, più basso rispetto alla sponda sinistra: «L’argine a difesa di Motta de’ Conti, nonostante sia stato sormontato, mantiene le precedenti quote arginali ed è più basso di oltre un metro rispetto a quello in riva opposta - aveva lamentato il sindaco Quirci - Pur non essendo un ingegnere idraulico, credo sia evidente che, in caso di nuova alluvione, con livelli del fiume Sesia pari a quelli dell’ottobre 2020, il nostro territorio comuna-le e le abitazioni già colpite l’anno scorso, sarebbero ancora invase dalle acque che, ovviamente, viste le differenze di livelli arginali tra le due sponde, sormonterebbero nuovamente la sponda destra, provocando l’alluvione a Motta de’ Conti».

Nel corso dell’incontro, il sindaco mottese ha ripercorso quanto avvenuto nell’alluvione del 2-3 ottobre 2020 quando in 12 ore il fiume Sesia si ingrandì a Borgosesia e superò il livello di pericolosità di oltre 4 metri, ma il Comune di Motta, a valle, non venne adeguatamente allertato: «L’argine a protezione del paese è stato sormontato e scalzato - ha ricordato il sindaco - con conseguente allagamento di buona parte del paese e in misura maggiore rispetto alle carte della pericolosità da alluvione stabilite dall’Autorità di Bacino».

L’argine è poi stato ricostruito lehggermente arretrato, «ma con quote arginali inferiori rispetto all’argine di sinistra»: «Perché? - ha chiesto il sindaco Quirci - A fronte dell’evento di ottobre ci saremmo aspettati un adeguamento delle quote arginali. Se il nostro argine non verrà adeguato è evidente che in caso di prossima piena la popolazione di Motta sarà nuovamente a rischio alluvione, cosa che non possiamo accettare. Chiediamo, perciò, all’Autorità di Bacino e ad Aipo le motivazione per cui il nuovo argine non è stato adeguatamente rialzato e portato almeno a livello di quello in riva sinistra». 

L’Amministrazione mottese ha anche rilevato le principali criticità del fiume Sesia quale, ad esempio, la mancata gestione dei sedimenti: «Su tutto il tratto del Sesia sono presenti sovralluvionamenti e materiale da asportare anche a monte del ponte tra Terranova e Candia. Inoltre, a confluenza Sesia-Po ci sono almeno 3,5 milioni di metri cubi da asportare».

Alla videoconferenza hanno partecipato anche Cristina Ferraris (vicesindaco di Motta), Daniele Baruscotti e Marinella Volpi (consiglieri a Motta), Federico Riboldi (sindaco di Casale), Stefano Tonetti (sindaco di Candia), Margherita Tonetti (sindaco di Langosco), Claudio Tambornino (sindaco di Caresana), Antonia Impedovo (Settore pianificazione e assetto idrogeologico della Regione), Gabriella Giunta (Settore difesa del suolo della Regione), Giorgio Gaida (geologo), Andrea Colombo e Leonardo Sodano (Autorità di Bacino), Gianluca Zanichelli (dirigente Aipo), Antonio Arena e Laura Casicci (funzionari Aipo), Stefano Pollero (ingegnere idraulico consulente). 

Il Comune ora procederà a una relazione tecnica e, dopo la pianificazione del nuovo argine, alle osservazioni.


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