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AFeVA: si perde troppo tempo sul Progetto Mesotelioma e sull'UFIM

L'associazione vittime amianto ha scritto una lettera a Regione, Asl Al e Comune

L’AFeVA di Casale ha scritto una lettera alla Regione Piemonte, ai vertici dell’Asl, al Comune di Casale esprimendo preoccupazione per l’ulteriore slittamento dei tempi per la stabilizzazione dell’UFIM e per l’ attivazione del Progetto di Ricerca Mesotelioma.

L’AFeVA esprime anche «stupore per il protrarsi di questa ormai annosa e dannosa situazione di stallo senza essere stati più coinvolti. Soprattutto in relazione agli impegni e scadenze assunti che, a nostro parere, vanno portati a soluzione rapidamente e contestualmente per UFIM e progetto Mesotelioma. Sono infatti note sia la lunga gestazione del progetto Mesotelioma che la precarietà strutturale dell’ UFIM e le imminenti scadenze dei suoi flussi di finanziamento. Pertanto, circa la prossima convocazione del Comitato Strategico del Centro Regionale Amianto, chiediamo di conoscere in tempo utile, oltre che l’ordine del giorno, soprattutto i contenuti riguardanti i due punti richiamati in oggetto che dovranno essere sottoposti all’approvazione del Comitato medesimo».

L’AFeVA e le organizzazioni sindacali avevano già a metà settembre aveva inviato una lettera nella quale si sollineava che «l’attività dell’UFIM diretta da Federica Grosso, si è ampiamente sviluppata, diventando un centro di riferimento particolarmente qualificato per la cura, affiancata allo studio, del mesotelioma. Sappiamo che per sostituire l’oncologa (presso l’UFIM) in maternità è in corso il terzo bando pubblico, resosi necessario andando purtroppo a vuoto i due precedenti. Nel frattempo però l’UFIM è in grave sofferenza, dovendo, altresì, non accogliere nuovi pazienti (di altre province)».

«Ricordiamo che da gennaio ad agosto 2017 i pazienti in carico all’UFIM sono 225, la maggioranza dei quali oggetto di studi (ben 5 protocolli sperimentali che peraltro comportano riconoscimenti economici all’Azienda Ospedaliera) ovviamente in gestione grazie alla specifica caratterizzazione professionale ed organizzativa dell’UFIM. Nello stesso periodo i nuovi casi sono stati 60, le consulenze 44, mentre le visite in totale sono state 1.120 in Alessandria e 600 a Casale Monferrato».

«Siamo convinti ci sia da parte di tutti la grande soddisfazione per aver potuto constatare la giustezza della realizzazione dell’UFIM (superando un lungo periodo di difficoltà) con la totale condivisione delle Istituzioni sanitarie Provinciali e Regionali. (Oltretutto nei prossimi mesi dovrebbe svolgersi la Conferenza Governativa sull’Amianto a Casale Monferrato .....). Oggi si rendono urgentemente necessari interventi coordinati delle strutture sanitarie a cui si rifà l’UFIM – ASL – AL e l’Azienda Ospedaliera di Alessandria, per supplire alle crescenti e dannose difficoltà dovute alla carenza di personale, come già citato, fino alla attesa sostituzione e comunque fino alla stabilizzazione e pieno riconoscimento di tipo strutturale dell’UFIM».