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  • 24 marzo 2011
  • Casale Monferrato

Sgominata dalla Polizia la banda che riciclava mezzi pesanti rubati e li inviava in Egitto

Due persone arrestate, altre 21 denunciate a piede libero. Recuperati 9 veicoli pesanti, 1 furgone e 3 autocarri di provenienza furtiva, sequestrati centinaia di articoli per la pulizia e l’igiene della casa: il tutto per un valore complessivo di circa 800mila euro. Sono i numeri di una complessa operazione - ribattezzata “Ghost Trucks” - condotta dai poliziotti del Commissariato di Casale che ha portato all’identificazione di una banda - composta da egiziani, marocchini, rumeni e italiani (calabresi e napoletani residenti a Milano) - specializzata nel furto e riciclaggio di automezzi pesanti. I veicoli venivano inviati - interi o smontati - in Egitto stipati dentro container. Per sette delle persone coinvolte nell’inchiesta, la Procura di Casale ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione. Si tratta degli egiziani Mohamed Younes, 42 anni, soprannominato lo “zio”, considerato un capobanda; suo nipote e braccio destro Reda Mohamed Elftiany, 29 anni; Ibrahim Mohamed, 30 anni; Mohamed Hegazy, 23 anni, tutti residenti a Milano. Ed ancora Gennaro Giametta, 49 anni, napoletano, residente a Bollate Milanese; Stefano Ludovico, 44 anni, residente a Cornaredo; Francesco Raccosta, 28 anni, calabrese di Oppido Mamertina, residente a Milano. Accusa solo di concorso in furto per il marocchino Hamid Meddad, 36 anni, residente a Milano. Degli altri componenti la banda se ne occupa la Procura di Milano. L’indagine aveva preso il via nel luglio del 2009 in seguito al furto di tre automezzi messo a segno di notte ai danni del parco macchine della cava Allara spa.

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Samuele Mezzano

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