I presidi della provincia: "Problematica la sicurezza nelle aule sovraffollate"
I presidi si sentono presi tra incudine e martello: da un lato devono tener conto di norme rigorose per la sicurezza (dalle prove di evacuazione alle strisce antisdrucciolo), dall’altro sono alle prese con le norme restrittive sui tagli di personale che causano la formazione di classi affollate, oltre i 30 alunni. E il rapporto alunni-superficie previsto dalla legge (1,96 metri quadrati per allievo) diventa «difficile da rispettare».
E’ uno degli elememi emersi da un incontro fra i presidi degli istituti superiori della provincia, tenutosi la settimana scorsa (fra i partecipanti anche i dirigenti scolastici di Sobrero e Balbo) da cui è uscito un documento unitario in cui vengono sintetizzate varie problematiche.
C’è la questione dei disabili, con un monte ore di sostegno ridotto e in classi ora più numerose, che crea «situazioni difficilissime per docenti, preside, alunni e famiglie. E le difficoltà sono aumentate dal mancato finanziamento del capitolo relativo al funzionamento amministrativo delle istituzioni scolastiche».
Un quadro in cui la figura dei presidi viene diminuita e sminuita, perché anche di fronte all’opinione pubblica diventa sempre pià quella di «un funzionario senza mezzi, senza risorse, tendente in buona sostanza ad agire in un sostanziale isolamento». E per di più con un contratto di lavoro che non decolla.
Ci sono anche le perplessità sulla riforma Gelmini che dal 2010 dovrebbe «ridurre drasticamente la didattica laboratoriale che è da sempre la particolarità degli indirizzi tecnici e professionali», con possibili contraccolpi negativi anche per lo sviluppo industriale del paese, tema che è stato oggetto anche di «recenti appelli della Confindustria apparentemente non ascoltati dal governo».