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  • 16 giugno 2019
  • Frassineto Po

Vertice in Prefettura sul rave party: tolleranza zero

«È un disastro, immondizia ovunque» dice Gian Marco Argentero, sindaco di Frassineto Po

È proseguito per tutto il pomeriggio di martedì e nella mattinata successiva - una cinquantina di presenze e una decina di automezzi si contavano ancora mercoledì mattina - il deflusso dei partecipanti al rave party andato in scena lo scorso fine settimana nel Parco del Po, nel territorio di Frassineto, sulla sponda sinistra del fiume, nei boschi a ridosso di Terranova.

Nella tarda serata di sabato, verso le 22, avevano iniziato ad affluire in zona centinaia di giovani: più di 1500, provenienti da Francia e Spagna, oltre che da tutta Italia, molti dei quali arrivati in Monferrato a bordo di camion con annessa attrezzatura, camper e auto.

Massiccio l’intervento delle forze dell’ordine con posti di controllo allestiti da Carabinieri e Polizia, coordinati rispettivamente dal comandante della Compagnia Casale capitano Christian Tapparo e dal dirigente del Commissariato di Casale vice questore Carmine Bagno. Militari e agenti hanno controllato e perquisito persone e mezzi.

Vibrate le proteste dei residenti costretti a subire per due giorni e due notti consecutive il frastuono provocato dalla musica techno “sparata” ad altissimo volume. Il rumore, nel cuore della notte, si è sentito anche a Casale, a Motta de’ Conti e Langosco e soprattutto a Frassineto. I centralini delle forze dell’ordine sono stati presi d’assalto.

Nel pomeriggio di lunedì, un quarantenne residente a Genova è caduto ed è stato medicato al pronto soccorso per una ferita lacero-contusa. Sempre lunedì, in serata, erano ancora presenti 250-300 veicoli con il rave che è proseguito nella notte. Si ipotizza che fossero tra i partecipanti al raduno coloro che hanno imbrattato con delle scritte alcuni dei “velo ok” presenti in strada Vecchia Vercelli, a Oltreponte, un tratto di strada particolarmente frequentato dal passaggio di giovani e veicoli che si recavano al rave party.

Nella giornata di mercoledì l’area non era ancora stata sgombrata del tutto: nel pomeriggio, infatti, erano ancora presenti una quindicina di camper e diverse persone. Nel contempo alcuni residenti della zona hanno segnalato l’invasione delle proprietà private - cortili e terreni - da parte di una ventina di giovani che si sono accampati con le tende in attesa di lasciare il Monferrato.

Solo giovedì mattina gli operai della Cosmo hanno potuto effettuare un sopralluogo per iniziare i lavori di pulizia.

«È un disastro, immondizia ovunque», commenta sconsolato Gian Marco Argentero, sindaco di Frassineto, che sempre giovedì mattina ha partecipato a un vertice in Prefettura, da lui richiesto direttamente, con il sindaco di Casale Federico Riboldi, al prefetto Antonio Apruzzese, per fare il punto sulla situazione e prendere le necessarie contromisure al fine di evitare che questi rave party si ripetano in futuro nelle nostre zone. Oltre ai due sindaci e al prefetto, hanno preso parte al tavolo di lavoro anche i vertici provinciali di Polizia e Carabinieri e dirigenti del Parco del Po. Tutti hanno espresso la volontà di porre rimedio a questo fenomeno: da ora in avanti tolleranza zero.     

Gian Marco Argentero, sabato sera, appena avvertito del raduno, era accorso sul posto, avventurandosi - anche a rischio delle sicurezza personale - fino alla cascina situata nel territorio di Frassineto, rimasta “accerchiata” dal rave party, e lì era rimasto fino alle 3 di notte. Analogamente il sindaco di Casale Riboldi stazionava fino alla stessa ora nei posti di controllo allestiti da Polizia e Carabinieri per monitorare la situazione.

nella foto giovani controllati al loro arrivo sabato sera dalle pattuglie della Polizia e dei Carabinieri