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Comune e proprietà hanno stipulato una convenzione di comodato d'uso

Rosignano, visitabile dal fine settimana l'Infernot della Battaglia

Straordinaria specola vinaria recante la data del 1604

In attesa dell'auspicata ripresa del flusso di visitatori, che per il Monferrato costituirà un importante volano per la ripresa economica post pandemia, il Comune di Rosignano Monferrato  rende ancor piu’ interessante e poliedrica la propria offerta turistica, storica e culturale  attraverso l'aperura in sicurezza del terzo infernot comunale, pienamente fruibile al pubblico da questo fine settimana .Si tratta del complesso meglio noto come "Infernot della Battaglia", ubicato nel centro storico, in prossimità del tratto delle antiche mura oggetto del celebre  assalto spagnolo alla rocca rosignanese del 21 aprile 1640, da cui trasse origine il secolare voto della comunità locale alla Madonna dell'Assalto per il suo miracoloso intervento.

Di proprietà privata, ma dotato di un autonomo ingresso, e' stato reso disponibile al Comune con la stipula di una apposita  convenzione pluriennale che ne assicura la disponiblità alle visite per tutti i dodici mesi.  "Desidero ringraziare di tutto cuore per la sensibilità e la disponibilità dimostrate la famiglia Gavazza - dichiara il sindaco Cesare Chiesa - proprietaria dell'immobile, che ha accolto il nostro invito e stipulato con il Comune una apposita convenzione pluriennale di comodato d'uso".

Al complesso dell'Infernot della Battaglia - caratterizzato da elementi che lo rendono degno di particolare attenzione e studio per le sue peculiarità di assoluto interesse -  si accede dal tratto dei bastioni sovrastante l'odierna Scuola Primaria, passando attraverso una serie di modeste camere che si affacciano su un primo infernot e su una serie di cunicoli al momento inaccessibili per la presenza di tamponamenti costituiti da antichi mattoni; quindi si accede ad una ampia cantina ed infine si scende una lunghissima ed ampia scalinata, interamente scavata a mano nel profondo della rocca in pietra da cantoni,  che trova conclusione in una ampia sala ricavata  nelle viscere del sottosuolo (il secondo infernot) ove appare scolpita una data stupefacente: A.D. 1604.E' assai probabile, quindi,  che l'insieme costituisse nel Cinquecento e Seicento - secoli ricchi di eventi bellici in Monferrato - un punto strategico per la difesa della rocca rosignanese  frequentemente oggetto di assedi : lo testimoniano vari elementi che potranno essere oggetto nel futuro di studi specifici.

E' intenzione dell'Amministrazione comunale, infatti, rendere questo Infernot elemento caratterizzante anche del progetto di valorizzazione storico-culturale del territorio, soprattutto dopo l'avvenuta adesione nei mesi scorsi di Rosignano al circuito turistico-culturale  degli "Antichi Borghi e Castelli Aperti". Il complesso, alcuni mesi or sono, era  gia’  stato oggetto di sopralluogo da parte dei vertici dell'Associazione Paesaggi Vitivinicoli (il presidente Gianfranco Comaschi ed il  direttore Roberto Cerrato) che gestiscono il Sito Unesco di cui Rosignano e la Core Zone "Il Monferrato degli Infernot” fanno parte integrante.


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Silvia Sassone

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