«Al ritorno dalle ferie, leggiamo con interesse la notizia che nel tratto Canelli–Nizza, su iniziativa dell'albese assessore regionale Cirio e del capogruppo di opposizione Reschigna (PD) primo firmatario dell'emendamento alla finanziaria regionale, sarà realizzata d'accordo con le Ferrovie dello Stato che hanno deciso di concedere in comodato d'uso gratuito alla Regione le tratte ferroviarie dismesse, una grande pista ciclabile con superficie in gomma adagiata ad incastro sulle rotaie ed in grado di rendere percorribile la pista in entrambi i sensi di marcia».
Con queste parole esordiscono Riccardo Calvo e Davide Sorisio in una lettera indirizzata al nostro giornale, richiamando le parole dell’assessore Cirio: «Una modalità innovativa - dichiara l'assessore - che ha tre grandi punti di forza: è economica, non impatta sull'ambiente perché non aggiunge cemento e, infine, perché è reversibile nel caso in cui si decidesse di riattivare il tratto ferroviario. Potrebbero essere interessate in Piemonte 26 ex ferrate».
I due esponenti democratici casalesi dichiarano la loro piena condivisione dell’idea: «Noi sposiamo, come abbiamo già fatto in passato, in pieno questa proposta che potrebbe essere perfetta anche per i turisti che arrivano ad Alessandria con il treno e biciclette al seguito dalla Germania e dall'Olanda. Una pista efficiente e tranquilla potrebbe attirarli in Monferrato con la possibilità di arrivare da Casale al Santuario di Crea e poi di riprendere la direzione di Asti. Poco di più servirebbe per convincere una parte di loro a percorrere la direttrice della sponda del Po verso Valenza o per andare alla scoperta della Valle Cerrina. Servirebbe a Casale un punto noleggio per le biciclette e una nuova progettualità per far diventare anche la città più ciclabile. Non possiamo accettare, come cittadini europei, di avere una sola misera pista riservata ai ciclisti in corso Valentino così come non possiamo pensare di cullarci sugli allori quando la percentuale di raccolta differenziata è ferma ad un altrettanto misero 60%».
Calvo e Sorisio, inoltre, non si lasciano scappare l’occasione per lanciare un appello a Cirio: «Ci aspettiamo uno scatto d'orgoglio della città e la richiesta corale, in questo caso, all'assessore Cirio di prenderci in considerazione sia per revocare la chiusura della tratta ferroviaria Casale-Vercelli (con la raccolta firme che deve essere rilanciata a partire dalla riapertura delle scuole), sia per attivare la sperimentazione di un turismo verde in Monferrato attraverso le piste ciclo-ferroviarie; e questo anche nel caso la galleria di Ozzano non fosse riparabile ipotizzando un percorso alternativo. L'esempio di Mirabello e dei comuni virtuosi dell'EMAS deve diventare per la Regione Piemonte un elemento di stimolo a pensare che il Monferrato ha lo stesso diritto delle Langhe ad essere destinatario di risorse europee per la crescita e la presenza del Parco del Po e dei suoi percorsi spondali già percorribili in bicicletta e integrati con le vie d’acqua, deve diventare occasione per immaginare una grande rete finale integrata di percorsi a bassi impatto ambientale che coinvolga tutto il nostro territorio. Solo così è possibile immaginare di essere presi in considerazione dagli operatori turistici europei e di contribuire a sostenere un vero agri-turismo. Ci attendiamo da parte dei consiglieri regionali sia di maggioranza che di minoranza della provincia una identica capacità di squadra rispetto a quelli del cuneese e dai sindaci del territorio una visione comune in questa direzione».