Treni: due linee cancellate, divampano rabbia e proteste
di Pier Luigi Rollino
Mondo politico in subbuglio per il colpo di scure inferto al trasporto su rotaia casalese. Due le linee ferroviarie cancellate: la Casale-Vercelli, tratta molto utilizzata dai pendolari diretti a Milano che secondo i piani avrebbe dovuto essere elettrificata, e la Asti-Casale-Mortara, chiusa da un paio d’anni. Dura la presa di posizione dell’amministrazione.
Il sindaco di Casale Monferrato, Giorgio Demezzi, esprime tutta la propria contrarietà alla decisione della Regione Piemonte di chiudere le due linee ferroviarie: «E’ una decisione inaccettabile - commenta - nei mesi scorsi mi sono impegnato in prima persona affinché si salvaguardasse la circolazione ferroviaria casalese: ho scritto almeno una volta al mese all’assessore regionale Barbara Bonino per portarla a conoscenza delle molte criticità segnalate dai pendolari e per organizzare a Casale Monferrato un tavolo di lavoro sulle problematiche del quadrante ferroviario che incide sulla nostra città. Ad oggi non ho mai avuto risposta, ma sono venuto a conoscenza di questa drastica soluzione».
Le due linee soppresse, che ne coinvolgono in tutto il Piemonte altre dieci, saranno sostituite con autocorse sostituive: «Ciò che chiediamo – aggiunge l’assessore ai Trasporti Federico Riboldi – è che queste decisioni siano condivise con i territori su cui incideranno. Spero che l’assessore accolga la nostra richiesta di venire a Casale Monferrato a spiegare le motivazioni di queste scelte e che faccia proprie le segnalazioni avanzate. Prendendo ad esempio la Vercelli – Casale, già attualmente, purtroppo, le corse sono effettuate con autobus sostitutivi, con tutti i disagi che ciò comporta: noi chiederemo la riattivazione della linea, ma sarebbe opportuno, almeno per le ore di punta, predisporre già da oggi due pullman per corsa, permettendo così a tutti i passeggeri di spostarsi agevolmente».
All’attacco anche le forze politiche dell’opposizione. Pietro Gilardino (Casale Si Cambia), Fabio Lavagno (Sinistra Casalese-Sinistra Ecologia Libertà), Maria Merlo (Democratici per Casale), Giuseppe Primatesta (UDC), Davide Sandalo (PD) hanno sottoscritto un ordine del giorno per la prossima seduta del consiglio comunale del 18 aprile. «Casale e il suo territorio - affermano - rischiano di essere tra le vittime più colpite dal recente accordo tra l’amministratore delegato di Trenitalia Moretti e l’assessore regionale Bonino che prevede la soppressione di 12 linee ferroviarie piemontesi e ben tre direttrici che coinvolgono la nostra città. La riduzione di collegamenti della nostra città – dichiarano i capigruppo dell’opposizione – non può essere accettato silenziosamente, soprattutto perché tale decisione è avvenuta senza tenere conto delle esigenze della popolazione e senza la minima consultazione degli enti locali. Ciò che maggiormente rammarica è il mancato utilizzo delle risorse, a suo tempo stanziati dalla Giunta regionale Bresso per l’elettrificazione della Casale-Vercelli, che è stato il preludio della cancellazione del servizio ferroviario su quella linea».
Pietro Calonico, consigliere comunale PDL, sottolinea l’importanza del treno e del suo valore sociale: «Se è ragionevole pensare che il trasporto pubblico sia una scelta responsabile, è altresì giusto valorizzare la sua presenza per quelle categorie impossibilitate ad utilizzare un’altra modalità di trasporto Che siano impossibilità di carattere economico o di natura fisica, il trasporto pubblico garantisce a tutti, indistintamente, il servizio e quindi il diritto alla mobilità. Non è accettabile la soppressione di una linea ferroviaria fondamentale per la città e l’intero territorio come la Casale-Vercelli».
«Purtroppo - è l’amaro commento del segretario provinciale del PD Daniele Borioli - siamo stati facili profeti infatti, la cancellazione dei soldi, a suo tempo messi dalla Giunta Bresso per l’elettrificazione della Casale-Vercelli, è stata preludio della cancellazione tout-court del servizio ferroviario da quella linea». Aggiunge il Movimento Progetto Piemonte (MPP) che adotta lo slogan Cota, Cota, la ferrovia non si pota. «I tagli - commenta il presidente Massimo Iaretti - affosseranno il sistema ferroviario piemontese, uno dei migliori d’Italia e penalizzeranno molti centri che saranno depotenziati dei collegamenti. Ricorreremo al Difensore Civico».
E i pendolari? Aggiungono rabbia alle frustrazioni dovute ai disagi quotidiani. Sarcastico il commento di Roberto Rossi, referente dei viaggiatori della Casale-Vercelli: «Io, personalmente, mi sento come un vitello venduto al mercato. Siamo passati in poco tempo dall’elettrificazione al treno diretto Casale-Milano con viaggio propagandistico a Roma pagato da noi alla soppressione finale della linea. Complimenti davvero al presidente Cota e all’assessore Bonino. Ora non ci resta che viaggiare in pullman con raddoppio dei tempi di percorrenza e la precarietà dei posti a sedere».