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Costi troppo elevati: chiude la comunità di suore togolesi

La chiusura della comunità religiosa delle suore togolesi di Nostra Signora della Chiesa è stato uno degli argomenti di discussione dell’ultimo consiglio comunale, in seguito alla richiesta del gruppo di minoranza di maggiori chiarimenti. Il sindaco Valeria Olivieri ha ripercorso la storia dell’Ente Maria Ausiliatrice per la gestione della scuola materna, passata nel frattempo da comunale a statale, sottolineando come «il coinvolgimento delle religiose nelle attività legate alla collaborazione con le insegnanti o all’oratorio si è rivelato non semplice, vuoi per un’evidente differenza di cultura, vuoi per un’impostazione più meditativa dell’ordine religioso di appartenenza». Ed ha aggiunto che non si è trattato di una scelta politica, ma soltanto della constatazione di un costo troppo alto per gli occimianesi a fronte di una collaborazione non sempre attiva. Per il mantenimento, in poco meno di cinque anni, sono stati spesi oltre 100.000 euro a carico esclusivamente del Comune, pur non avendo firmato nessun suo rappresentante la convenzione (figurano solo il prevosto don Gian Paolo Cassano e la Madre Superiora della Congregazione), mentre ora è stata individuata una quota equa e proporzionale all’effettivo contributo offerto dalle suore, pari a 7000 euro ad anno scolastico, ovvero circa un terzo del totale, lasciando alla Parrocchia i restanti due terzi. «Ma nonostante la buona volontà del parroco, non è stato possibile trovare altre risorse per far fronte all’ingente spesa» ha precisato il primo cittadino. Il dibattito è proseguito con l’intervento del consigliere di minoranza ed ex vice sindaco Emanuela Aceto, non convinta che nel 2010, quando partì l’iniziativa, fosse tanto evidente il mancato inserimento delle religiose nella comunità locale, chiedendo inoltre una valutazione sul futuro della struttura e del progetto “Oratorio”, auspicando la dovuta attenzione all’aspetto sociale e ribadendo che la destinazione all’oratorio del 5 per mille della dichiarazione dei redditi - come stabilito dalla precedente amministrazione - avrebbe potuto contribuire alle spese sostenute, augurandosi inoltre che rimanga operativo l’Ente Maria Ausiliatrice, possibile contenitore di iniziative e progetti di tipo sociale. «L’impegno sociale dell’amministrazione rimane uno degli obiettivi prioritari - ha risposto la Olivieri - e l’utilizzo della somma ottenuta dal 5 per mille per il progetto di videosorveglianza rientra nell’attenzione rivolta ad un aspetto del sociale altrettanto importante quale è la salvaguardia degli anziani e di tutti coloro le cui abitazioni sono state più volte devastate dai ladri». Per quanto riguarda la gestione delle funzioni svolte dalle suore, il primo cittadino ha fatto presente che alcune - catechesi e pastorale giovanile, visita alle famiglie, decoro della chiesa - non sono di competenza dell’amministrazione comunale, mentre le altre - assistenza dei bambini e dei giovani durante l’apertura dell’oratorio e della scuola dell’infanzia, pulizia dei locali della scuola - sono già ricoperte dal Consiglio dell’Oratorio e da lavoratori socialmente utili, in questo secondo caso con il contributo già ipotizzato per la comunità religiosa.

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Silvia Sassone

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