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Dimissioni lampo in consiglio comunale

Si sono appena concluse le elezioni amministrative locali, non si è ancora proceduto alla proclamazione degli eletti e già si annunciano alcune dimissioni. Due dei nuovi consiglieri eletti nella unica lista candidatasi ad amministrare il paese, capeggiata da Fiorenzo Scagliotti, Roberto Bellin e Piero Ghietti, hanno comunicato di volere rassegnare le dimissioni. La parola finale su questa vicenda spetta al nuovo consiglio comunale ma i due neoeletti sembrano fermamente intenzionati a non recedere dal loro proposito. Il motivo alla base della decisione dei due consiglieri è esclusivamente politico: non sarebbero stati rispettati gli accordi presi in campagna elettorale. Dice, infatti, Roberto Bellin: «La lista capeggiata da Fiorenzo Scagliotti avrebbe dovuto comprendere il 50% di candidati appartenenti al PDL. Il loro numero è stato poi ridotto con la condizione, però, che a me sarebbe stato assegnato l’incarico di vicesindaco». Risponde il nuovo sindaco Fiorenzo Scagliotti: «Non è assolutamente vero che a Roberto Bellin è stato promesso l’incarico di vicesindaco ma l’accordo politico era quello di Bellin componente dell’esecutivo nel caso di vittoria della lista. Poi trovandoci soltanto con una lista unica si è sempre detto e motivato il candidato, che il criterio per l’attribuzione delle deleghe deve fare riferimento al numero delle preferenze individuali». L’incarico di vicesindaco dovrebbe venire occupato da Gianni Gulmini. E sull’analisi del voto e i programmi per il futuro Scagliotti (che è tornato ad occupare la carica di primo cittadino forte del consenso di oltre l’80% dei votanti) commenta: «Il successo è merito di tutto il gruppo di candidati alla carica di amministratore pubblico ed è il frutto di un programma elettorale condiviso da tutte le associazioni di volontariato e non operanti sul territorio comunale». Per il nuovo sindaco Fiorenzo Scagliotti «in una comunità piccola come la nostra e con le difficoltà sempre crescenti che si presenteranno per il reperimento di finanziamenti, è indispensabile avere l’appoggio di gruppi, associazioni, enti esistenti nel paese». Scagliotti, inoltre, anticipa che «le indennità spettanti agli amministratori serviranno a costituire un fondo a cui attingere in caso di emergenza o andranno a favore di manifestazioni varie che saranno organizzate a Ticineto». Tra le prime difficoltà che l’amministrazione Scagliotti dovrà affrontare c’è «l’occupazione: un problema particolarmente sentito a Ticineto, sede di una importante azienda operante nel settore del freddo». Ticineto ha fatto parte per alcuni anni della Unione Terre di Po e Colline del Monferrato, da cui si è poi distaccato. «Questo - precisa Fiorenzo Scagliotti - non significa che il paese si vuole isolare, anzi, noi vogliamo collaborare con tutti i nostri confinanti e vicini, anche con il Comune di Casale Monferrato, a condizione, però - conclude il primo cittadino di Ticineto Scagliotti - che quest’ultimo non voglia sempre farla da padrone».

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Federico Nardi

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