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La manifestazione di protesta a Torino

Cinghiali: «Non è più il tempo per affrontare il problema, ma è ora di risolverlo»

L'intervento di Fabio Olivero, presidente dell’Unione dei Comuni del Monferrato

L'intervento del sindaco Fabio Olivero alla manifestazione di Torino

«Non è più il tempo per affrontare il problema, ma è ora di risolverlo: i cinghiali non sono solamente un danno per gli agricoltori, ma minacciano fortemente il futuro economico-produttivo del Monferrato e della nostra provincia; rischiamo desertificazione, abbandono e mancata manutenzione del territorio se gli agricoltori dismetteranno le loro attività per l’impossibilità di continuare a coltivare; se il problema fosse stato nelle grandi città sarebbe già stato risolto; è inaccettabile che a distanza di decenni nulla sia cambiato perché trattasi di aree periferiche del Paese; la democrazia può dirsi tale solamente se considera anche il problema delle minoranze».

Parole dure, nette e dirette quelle espresse dal presidente dell’Unione dei Comuni del Monferrato Fabio Olivero in occasione della protesta di giovedì 8 luglio, organizzata in piazza Castello a Torino da Coldiretti con gli agricoltori alessandrini esasperati dal perdurare del problema cinghiali e dall’assenza di interventi efficaci. «E se qualcuno sta pensando che il mio intervento sia troppo duro, sappia che, nell’espressione, sono il sindaco più moderato e diplomatico dell’area monferrina». 

Nell’anno della pandemia la popolazione degli ungulati è aumentata del +15%; in Italia si contano 2,3 milioni di cinghiali che invadono campagne e città causando, altresì, un incidente ogni 48 ore con 16 vittime e 215 feriti. In Piemonte in soli 5 mesi (da gennaio a maggio 2021) sono aumentate del 63% le richieste di indennizzo dei danni da parte degli agricoltori. Questo è il bilancio tratto da Coldiretti che, nell’occasione, ha rimarcato: “l’invasione di animali selvatici è diventato un problema sociale che chiede immediata concretezza”.

Presenti in piazza Castello una numerosa delegazione di agricoltori alessandrini guidata dal presidente provinciale Mauro Bianco e dal direttore Roberto Rampazzo. Tra gli interventi, anche quelli del Presidente Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo e del delegato Confederale Bruno Rivarossa.  

“Oltre un italiano adulto su quattro (26%) ha incontrato dal vivo un cinghiale; dalle campagne gli animali selvatici hanno raggiunto città e luoghi di villeggiatura, tanto da diventare ormai ospiti fissi del paesaggio urbano. Un allarme condiviso dall’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) che ha lanciato un appello agli Stati dell’Unione Europea chiedendo misure straordinarie per evitare l’accesso dei cinghiali al cibo e realizzare una riduzione del numero di capi per limitare il rischio di diffusione di malattie come la peste suina africana (psa). Un allarme reale anche in Italia dove i cinghiali sempre più spesso razzolano tra i rifiuti delle città” hanno riportato da Coldiretti.

“I cinghiali stanno veramente chiedendo le chiavi delle città”, ha sottolineato il Presidente Bianco; “la situazione è diventata insostenibile non solo nelle aree rurali ma anche nei centri urbani tanto che viene compromesso l’equilibrio ambientale degli ecosistemi territoriali con la perdita della biodiversità e sono in costante aumento  gli incidenti che mettono a rischio la pubblica sicurezza. Il Piano di Sorveglianza deve andare nella direzione della riduzione sia numerica sia spaziale attraverso attività venatorie, azioni di controllo della legge 157/92 articolo 19 e azioni programmabili nella rete delle aree protette”.

Queste le richieste di Coldiretti alla Regione e allo Stato: immediato riscontro alle istanze degli agricoltori; che gli agricoltori vengano coadiuvati da forze dell’ordine, guardie venatorie, cacciatori e proprietari/conduttori di fondi iscritti ad apposito elenco regionale; che il calendario venatorio venga allargato includendo i mesi da settembre a gennaio; che la regia delle azioni di contenimento e prelievo venga affidata al Prefetto, in virtù della sua competenza per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.


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Barbara Corino

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