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Intervengono i curatori

Cerutti: chiesto un ulteriore periodo di cassa integrazione Covid per il mese di aprile

L'istanza ai Giudici Delegati delle due procedure fallimentari

I curatori dei fallimenti Cerutti Packaging Equipment spa e Officine Meccaniche Giovanni Cerutti spa, Salvatore Sanzo e Ignazio Arcuri, hanno reso noto che «mercoledì 31 marzo, in qualità di rappresentanti dei fallimenti, unici soci della Gruppo Cerutti srl, hanno deliberato lo scioglimento anticipato della società per la impossibilità di attuare il piano industriale che era alla base del progetto di rilancio dell’azienda Cerutti (già leader mondiale nella industria meccanica, in particolare attinente alla fabbricazione e riparazione e commercializzazione di macchine per l'industria grafica e cartotecnica, con attività connesse) e contestualmente risolto il contratto di affitto dei rami di aziende dei due fallimenti concessi in affitto a Gruppo Cerutti srl».

Con l’effetto della risoluzione del contratto d’affitto d’azienda, «i 118 lavoratori della Gruppo Cerutti srl rientreranno nelle rispettive società, ovverosia nei due fallimenti, i quali torneranno ad avere in carico 256 lavoratori. Al fine di tutelare al massimo grado possibile gli interessi dei lavoratori dipendenti e delle strutture aziendali, i curatori chiederanno ai Giudici Delegati delle due procedure fallimentari l’autorizzazione ad effettuare un ulteriore periodo di cassa integrazione Covid per il mese di aprile».

«Infatti, il 3 maggio scade il termine per la presentazione delle offerte per il ramo d’azienda delle due procedure fallimentari, il cui acquisto potrà essere accompagnato da apposita negoziazione con i sindacati nell’ambito dell’art. 105 legge fallimentare».

Così il capogruppo in Consiglio del Pd Luca Gioanola: «La curatela ha acconsentito a fare domanda di cassa covid per un mese. Bene, perché così si può proseguire un mese di lotta evitando che le lavoratrici e i lavoratori perdessero le speranze finendo in Naspi. Bene, perché l'impegno in primis degli straordinari lavoratori e sindacati è servito e ha dato i suoi frutti. Ed essere al loro fianco è un onore e un dovere. Continuiamo su questa strada. Non benissimo, perché la richiesta era di tre mesi, il 3 maggio ci sarà l'asta e servirà ancora avere i dipendenti in cassa per avere la massima tutela e ci sono molti nodi da sciogliere. Per cui serve, dopo questo primo traguardo parziale e intermedio, accelerare ancora di più sul tavolo interministeriale e sul tavolo territoriale. Massimo impegno, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori».


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Barbara Corino

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