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«Book&Blues», atto terzo. Da sud a nord, il giro d’Italia con la «musica del diavolo»

Torna da giovedì 18 a domenica 21 ottobre la rassegna «Books & Blues», giunta alla 3° edizione con un programma ricco e vario che consentirà di incontrare alcuni tra i migliori interpreti italiani della musica blues grazie a sei begli appuntamenti. Il Festival si apre nei locali della Libreria «Labirinto» di Casale giovedì prossimo - 18 ottobre - alle 21, con la serata «Vedere la musica, ascoltare le fotografie» dedicata a Guido Harari critico musicale e grande fotografo, autore di alcune immagini storiche divenute copertine di dischi di autori italiani ed internazionali. Harari nella sua ormai lunga e importante carriera ha lavorato con artisti come Fabrizio De André, Ligabue, la PFM, Vasco Rossi, Bob Dylan, BB King, David Crosby, Lou Reed e molti altri grandi nomi. È autore di diversi libri sui grandi interpreti della musica italiana, e giovedì alla libreria Labirinto raccomterà le sue opere attraverso immagini e aneddoti conversando con Paolo Bonfanti, eccellenza della musica blues a livello internazionale e direttore artistico della rassegna. Una chiacchierata fra amici che condividono una medesima passione - la «musica del diavolo» - vista però da punti di vista differenti: il musicista talentuoso e il fotografo che rapisce e fissa nelle sue immagini volti e segreti dei musicisti che diventano poi immaginario collettivo. Blues e mandolino Venerdì - dopo la chiacchierata introduttiva al mondo-blues - il secondo appuntamento, con la musica che entra prepotentemente in scena con Lino Muoio & The Old Time Pickers (nella foto), formazione che vanta alcuni tra i veterani della scena blues partenopea che presenteranno il loro ultimo cd, «un lavoro intenso e sanguigno, dal Mississippi al Vesuvio, con un concerto a base di mandolino e grancassa!», preannuncia Bonfanti. Sabato 20 la scena sarà tutta per i Red Wine, da Genova, una delle migliori band acustiche europee di Bluegrass. Reduce dalla tournée nei principali festival americani, con il loro ultimo lavoro «Red» per un concerto che porterà il pubblico ad esplorare il lato più country della musica americana. La prima parte del Festival si concluderà domenica 21 alle 18 con il concerto di Paolo Sgallini, una proposta ancora diversa della galassia blues. Sgallini è un divertentissimo «One Man Band» strapremiato nei festival dedicati agli artisti di strada, amatissimo anche dai bimbi che suonando contemporaneamente chitarra, armonica e batteria, farà conoscere la faccia più folk del blues. Libri, immagini, e cd Per tutta la durata del festival la libreria di via Benvenuto Sangiorgio si trasformerà poi in una vera «House of Blues», con la possibilità di sfogliare libri sull’argomento, di ascoltare in cuffia i cd di artisti blues di tutto il mondo. In particolare saranno disponibili per l’ascolto quelli degli artisti della rassegna. Alcune delle foto più rappresentative di Guido Harari e i suoi libri saranno invece in una vetrina a lui interamente dedicata mentre e al primo piano sarà allestita una mostra con le immagini più significative delle precedenti edizioni. Novità di questa terza edizione, infine, il sito appositamente dedicato alla rassegna all’indirizzo www.bookandblues.com. Gli spettacoli a teatro «Il Festival avrà poi un ulteriore seguito a novembre - aggiunge Bonfanti - con la minirassegna “Gustando il Blues”». Al teatro Verdi di Pontestura si svolgeranno altre due serate di altissimo livello che vedranno protagonisti sabato 10 novembre i lombardi Veronica & the Red Wine Serenaders con il loro spettacolo «Old stories for modern times», mentre sabato 24 dalla Sardegna sarà la volta di Francesco Piu che con il suo trio presenterà l’ultimo lavoro «Ma-moo-tones». «Grazie a questi artisti il giro d’Italia attraverso le diverse anime del Blues si arricchisce e si completa, spaziando da una fedele quanto tecnicamente ineccepibile riproposizione della musica degli anni ’20 e ‘30, fino alla voce intensa ed al grande impatto scenico dell’artista sardo», dice Bonfanti. «Il Blues - genere che tocca i lati più profondi dell’animo umano - diventa così filo conduttore e pretesto per un viaggio dal Sud al Nord».

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Laura Mellina

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