Mascarino: "L'avviso di garanzia è un atto dovuto. Una questione tecnico-fiscale, sarà chiarita in fretta"
Sia il sindaco di Casale Paolo Mascarino che il presidente dell'AMC Vincenzo Ottone hanno confermato di aver ricevuto venerdì un avviso di garanzia nell'ambito di un'indagine della Guardia di Finanza, che contesta la legittimità di sei fatture, per un importo complessivo di circa un milione e 800.000 euro, pagate dall'AMC al Comune di Casale come canone di concessione in esclusiva del servizio dell'acquedotto.
Secondo le Fiamme Gialle, dopo l'istituzione degli Ato, quel corrispettivo non doveva essere versato. Per cui il giro di fatture, secondo la Guardia di Finanza - questa la contestazione - avrebbe consentito all'AMC (di cui il Comune è azionista di maggioranza) di abbattere gli utili e di risparmiare sulle tasse.
Sono stati dunque chiamati in causa Mascarino e Ottone, in qualità di legali rappresentanti di Comune e azienda. Il sindaco si dice tranquillissimo: «E' una vicenda tecnico-fiscale svoltasi nella massima trasparenza, con delibere pubbliche adottate con la consulenza di esperti, tutte quante agli atti. Sono certo che la Giustizia potrà chiarire in breve ogni aspetto».
Nessuna dichiarazione dalla Procura della Repubblica. Trapela però l'interpretazione di un provvedimento emanato solo per procedere al sequestro ufficiale delle delibere. Cauti i commenti dell'opposizione.
Ora la parola passa ai legali di Comune e Amc, per le controdeduzioni del caso. E negli ambienti politici ci si domanda: l'azione della Guardia di Finanza è scaturita da un controllo di routine? O qualcuno ha segnalato il caso alle Fiamme Gialle?