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Interviene il consigliere regionale Domenico Ravetti
«Da sostenere lo stato di emergenza per il Monferrato»
«Sull’ospedale Santo Spirito valuteremo i costi di gestione. Perché continuare in astratto ad escludere Casale Monferrato dai piani di edilizia sanitaria sui nuovi ospedali?»
«Cirio a Casale Monferrato per verificare i danni causati dal maltempo? Ha fatto bene», dichiara il consigliere regionale del PD, Domenico Ravetti.
«Sullo stato di emergenza evocato nei comunicati stampa successivi alla visita che, in base all’articolo 24 del decreto legislativo 1/2018 è il Consiglio dei Ministri a deliberare, chiediamo a sindaco, Presidente della Regione e Presidenza del Consiglio dei Ministri di attivare celermente le valutazioni per consentire al Monferrato di ottenere le risorse necessarie a ristoro dei danni subiti».
«Tra i danni, oltre a quelli sofferti dai privati, è evidente quello all’ospedale Santo Spirito. In attesa di provvedimenti della destra al governo dell’Italia, del Piemonte, della Provincia di Alessandria e di Casale Monferrato, utili a ridurre le liste d’attesa, ad assumere un numero almeno sufficiente di operatori sanitari, a modificare la mai modificata e contestatissima delibera regionale del 2014 che ha assegnato strutture complesse e semplici ad ogni presidio sanitario e, infine, a garantire il diritto alla salute a prescindere dalle disponibilità economiche di ogni singolo cittadino, chiederemo uno studio specifico per valutare i costi per la gestione della struttura, oltre che per la manutenzione ordinaria e straordinaria».
«Questo perché – conclude Ravetti - è arrivato il tempo di capire se, anche per Casale Monferrato, esistono condizioni economiche favorevoli per la costruzione di un nuovo ospedale come è avvenuto in tante altre città piemontesi, compresa Alessandria. Un eventuale nuovo ospedale adeguato alle esigenze della sanità del futuro e più personale medico, infermieristico e amministrativo, garantirebbero prospettive migliori rispetto alla pur affascinante attività comunicativa che spesso sostituisce la sostanza delle scelte amministrative e politiche».
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