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Manifestazione

Moto d'epoca nei giardini privati del borgo di Moleto

Tanti appassionati delle due ruote

Moleto si trasforma per il secondo anno di seguito in un museo a cielo aperto della moto storica. Nel weekend i bellissimi giardini privati del celebre Borgo d’Ottiglio hanno accolto per l’occasione motocicli e auto d’epoca per il secondo appuntamento di “Mo. Mo. Moto in cortile”, l’iniziativa, fortemente voluta da Maurizio Deambrosis, socio fondatore dell'associazione turistico-culturale “Mo.Mo. Moleto Monferrato” presieduta da Andrea Berto, in ricordo del casalese Elio Salvaneschi, appassionato collezionista e restauratore di motocicli, scomparso nel 2019.

La due giorni è iniziata sabato mattina con l’assessore comunale Emiliano Pala che ha tagliato il nastro insieme a Carla Salvaneschi, moglie del compianto Elio. Nel pomeriggio e per tutta la domenica appassionati, curiosi, turisti e amici degli espositori hanno preso parte alla manifestazione che si è articolata in diverse location del borgo tra cui i cortili di Antonello Guido, casa Moreni, Villa Barberis, casa Francia e Villa Celoria. Una cinquantina i mezzi in esposizione tra auto e motocicli dai primi anni Trenta a oggi. Dalle Guzzi storiche a moto da cross Ancillotti, dalla Giardinetta alla “MP”, un’auto brasiliana con motore Volkswagen la cui carrozzeria scimmiottava le spider inglesi, sino a una jeep marca Dodge, un mezzo militare della Seconda Guerra Mondiale, lasciato dagli americani una volta terminata la guerra su cui i visitatori sono potuti salire e prendere parte al breve giro per la frazione.

A fare da cicerone, l’appassionato collezionista Maurizio Deabrosis, moletese, che per ogni mezzo in esposizione aveva un aneddoto, una spiegazione e una curiosità da raccontare ai presenti. “Questi sono tutti motori a Rullo del 1947-48, di proprietà di Salvaneschi. La particolarità di questo modello, ad esempio, è che c’è un iniettore diesel per un motore 18 di cilindrata. Una rarità. Possiamo dire che questo motore poteva essere un precursore in un certo senso della bicicletta con la pedalata assistita, perché vista la cilindrata si doveva comunque pedalare”. Tra gli appuntamenti del weekend, la possibilità di visitare lo splendido infernot di Villa Celoria del francese Bernard Glenat. A fare da guida anche a una coppia di turisti appena arrivati da Orlando, Florida, Andrea Berto che ha tracciato la storia del recupero dell’infernot di Villa Celoria e ha ricordato durante le visite come gli infernot fossero cantine comuni e collegassero più case di diversi proprietari. La manifestazione ha visto la partecipazione di artigiani e produttori locali oltre al servizio bar e allo street food a cura del “Vetusto Monferrato”.

Erano presenti ‘La Tenuta del pastur’ degli ottigliesi Lorenzo e Martina con formaggi e salumi, Cascina Montecchio di Chiara Repetto e la cantina di Angelino Paolo, l’Antica edilizia di Sabatini Gian Maria con le sue specialità artistiche di tufo e mattone, Emanuela Marsala con ‘Le chicche di Lela’, lavori artigianali con la stoffa, e i “Luminet ad mulej”, le candele artistiche della moletese Giuditta Lanza e infine gli scatti fotografici di Massimo Bo di Olivola hobbista fotografo.


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Mauro Bianco

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