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  • 30 marzo 2026
  • Casale Monferrato

Al Castello di Casale Monferrato

Cambiamenti climatici e accise: le grandi sfide del settore vino

Mercoledì scorso il convegno

“Il futuro della viticoltura tra mercati globali e sfide climatiche” e “Wine Club, spedizioni e accise negli States, UK e Svizzera”. Se n’è parlato mercoledì 25 marzo al Castello di Casale Monferrato, per iniziativa del Comune in collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini Colline del Monferrato Casalese, l’Enoteca Regionale del Monferrato, la Fondazione Agrion, la Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato e IWS.

“A rappresentare un problema sulle spedizioni all’estero a privati, e non solo, non è il vino, ma tutto ciò che ci sta intorno” ha esordito Salvatore Monetta, Ceo di IWS SRL (International Wine Shipping) “Le difficoltà vere dipendono da: normative, accise, licenze import, gestione delle pratiche e scarsità di sistemi informatici che le gestiscano. Il risultato? Acquirente e venditore si scoraggiano e i flussi economici si interrompono”. La risposta concreta, lungamente sperimentata con successo, è la soluzione dei Wine Club di IWS che, senza costi per le aziende, prende in carico l’intero processo, dall’ordine alla spedizione, con espletamento di tutte le pratiche doganali (dazi, accise, ecc.) basandosi, altresì, su uno strumento digitale che automatizza i processi. Inoltre, IWS è in possesso delle licenze necessarie per garantire le esportazioni sia a privati sia ad aziende, laddove, senza importatori, non sarebbe possibile. Una concreta risposta che solleva le cantine, spesso costrette a rinunciare alle spedizioni a clienti privati stranieri, per la mancanza degli strumenti necessari. Le consegne dei vini possono così venir garantite in 48 ore con dazi e sdoganamenti inclusi. Il servizio garantisce anche le spedizioni B2B e B2C. “L’esperienza del Wine Club ha garantito, nel solo 2025, 30mila spedizioni a privati di tutto il mondo, registrando un incremento delle vendite, dato da riordini di clienti fidelizzati, del 30%” ha concluso Monetta.

A parlare degli effetti dei cambiamenti climatici, invece, sono stati Alice Argentero e Simone Bussotti, esperti della Fondazione Agrion (Fondazione per la Ricerca, l’Innovazione e lo Sviluppo Tecnologico dell’Agricoltura Piemontese). “Negli ultimi 15 anni, le temperature medie annuali sono aumentate di 1°C (rilevamento effettuato su Rosignano Monferrato)” ha esordito la Argentero; “ad aumentare sono state anche le giornate critiche, ovvero, quelle con temperature superiori ai 35°C che, di fatto, equivalgono a 40 e più gradi C. nell’acino. Contestualmente, le precipitazioni annuali si sono ridotte di circa il 23% negli ultimi 10 anni, rispetto ai 10 precedenti (832mm 2006/2015, contro i 639mm 2016/2025); a ridursi, anche le gelate, ma con manifestazioni tardive che creano problemi nella gestione di patogeni e insetti, oltre che ai germogli. Tra le nuove minacce, infine: la Lobesia Botrana (catturate 157 in un Comune astigiano limitrofo al Monferrato casalese) e la Cryptoblabes gnidiella.

Alla luce di cotante evidenze, “l’adattamento” in vigna diventa una necessità più che una scelta, considerando che negli ultimi 24 anni, l’Italia, con i suoi 145,226 di milioni di euro di perdite in agricoltura, si è posta al secondo posto a livello europeo, con l’aggravante di vedersene coprire solamente il 4%, rispetto a Germania (31%) e a Francia (35%). Che fare, dunque? “Tra le strategie di pronta applicazione sono disponibili: reti antigrandine con funzione ombreggiante per evitare scottature, distruzione di Caolino, gestione della chioma e impiego di biochar o zeoliti” ha spiegato Bussotti, mentre le risposte più sostanziali sono previste nel medio-lungo periodo. Più precisamente, si parla di: scelte di impianto, gestione idrica, utilizzo di portinnesti con migliore resistenza agli stress abiotici e ricorso a varietà o cloni più resilienti. Tra le novità, prossimamente in Piemonte, è prevista l’embriogenesi somatica, che si basa sullo sfruttamento della variabilità somaclonare ridotta per rigenerare nuovi genotipi con maggiore tolleranza a stress abiotici o biotici. L’altra nuova frontiera è, infine, rappresentata dalle Tea, le Tecniche ad Evoluzione Assistita.


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