Le piogge persistenti di giugno sono state probabilmente l'alleato più prezioso della lotta alle zanzare.
Le precipitazioni hanno infatti reso quasi superflui gli allagamenti delle risaie visto che il terreno era sufficientemente umido, con il risultato che si è evitata la nascita di miliardi di insetti.
Ogni volta che si allaga – è ormai un dato acquisito – si sviluppa infatti una nuova generazione di zanzare con la schiusa delle uova depositate nel fango, ma in assenza di acqua abbondante questo non è avvenuto.
Zanzare... stroncate sul nascere dal maltempo, insomma, e lo dimostrano le catture con le trappole-spia, che danno appunto un indice abbastanza preciso dei livelli di infestazione: le più basse in assoluto da quando è partita la lotta.
Settanta, 80% in meno rispetto alla media degli anni precedenti – spiega Luca Balbo, biologo, tecnico Ipla, coordinatore con Andrea Mosca del progetto per il territorio di casalese – che tradotto in numeri assoluti significa che in questi ultimi giorni nelle trappole si catturano 200-300 zanzare contro le 2000-3000 egli anni precedenti.
Ma fino a qualche giorno fa al mattino se ne trovavano al massimo 20 o 30, dieci volte meno di adesso.
Le condizioni climatiche sono dunque probabilmente la ragione principale degli ottimi risultati ottenuti quest'anno, ma certamente hanno inciso anche altri fattori.
Primo fra tutti il coinvolgimento degli agricoltori che quest'anno partecipano in maniera significativa e incisiva al progetto di lotta.
Oltre duecento aziende collaborano alla lotta coprendo una superficie di 13 mila ettari su 23 mila coltivati a riso.
L'aiuto degli agricoltori scatta già all'atto della semina, quando viene utilizzato un prodotto larvicida che stronca la prima generazione di zanzare, ma anche in seguito con l'utilizzo del bacillus in occasione dei diserbi in sommersione o anche solo con segnalazioni mirate sui tempi con cui si procede ad allagare le risaie, consentendo interventi tempestivi.
Non sembra invece incidere la rotazione delle colture che altrove ha portato a soppiantare le risaie in favore di mais e grano, il cui prezzo sta diventando competitivo anche in ragione dei risparmi su diserbi, concimi e impiego dell'acqua.
Nella nostra zona di fatto c'è una compensazione che non ha portato a una riduzione significativa dell'estensione complessiva delle risaie.
La scommessa sono ora le ultime due settimane di luglio, perché si tratta di vedere come reggerà la lotta se – come sarebbe sensato attendersi - le piogge cesseranno e le temperature aumenteranno in modo significativo.