Inaugurata al Castello di Casale la mostra antologica del pittore Alberto Bertazzi
di Piergiorgio Panelli
E' stata inaugurata venerdì 26 ottobre la personale antologica dedicata ad Alberto Bertazzi nella manica lunga del Castello, dall’assessore alla Cultura Giuliana Bussola che ha letto il suo lavoro in maniera eccellente , il consigliere regionale Cristiano Bussola che ha portato il saluto della Regione Piemonte ed il sindaco di Balzola Gianfranco Bergoglio il quale ha sottolineato l’onore di averlo avuto come cittadino. Bertazzi nasce a Vercelli nel 53 , scenografo e fine intellettuale vagò per il mondo, in particolare nel sud America dopo gli studi all’accademia belle arti di Bologna. In sintonia con le avanguardie degli anni settanta sperimentò le più svariate tecniche pittoriche e correnti dal Dada surreale all’action-painting ed alle performance, ma è dagli anni 80 che l’artista trova la sua dimensione poetica in un estremizzazione dell’iperrealismo americano rendendolo più europeo con una visione neo-romantica. Da allora sino al 1993 quando prematuramente si spense produsse opere d’arti di importante livello qualitativo con l’umiltà e la semplicità di un grande maestro, progettando un linguaggio attento ai dettagli iperrealisti ma anche misterioso e mistico. Tra i lavori esposti notiamo “il sortilegio del desiderio” dove la bellezza si specchia nella metafora dell’infinito, ma anche L’angelus di san Michele e L’uovo di Caravaggio che dimostra quanto rispetto e amore ebbe per l’arte antica ma che capì perfettamente il suo presente unendo contaminazioni di vari linguaggi artistici ,poesia, musica, pittura in una riflessione creativa che amò le ombre dell’animo umano per proiettarne la luce in una sensualissima pittura colta e profonda la quale andò oltre la raffinatezza del gesto portando un energico messaggio d’amore puro, assoluto, come pura ed assoluta fu la sua pittura. Avendolo conosciuto e frequentato nel salotto culturale casalese degli anni '80, nella galleria Ariete, di un altro grandissimo, il poeta Jean Servato, ricordo la preparazione e l’amore per l’arte e la sua storia ma anche e soprattutto la sua dolce maniera di raccontarla che palesava nei propri racconti visivi i quali a volte erano metafore di letture intellettuali ma anche di momenti di vita quotidiana trasformati in poesia romantica. La mostra proseguirà sino a domenica 4 novembre.