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Campane sì, campane no: un sondaggio a Mombello

Si terrà la settimana prossima lo spoglio delle schede relative al sondaggio “Campane si, campane no” a Mombello, limitatamente al battito notturno delle ore  del campanile della Chiesa dei SS Pietro e Paolo nel capoluogo. Una richiesta che era stata avanzata lo scorso dicembre da alcuni residenti, tra cui Roberto Imarisio della Cantinetta Resort, il quale aveva riportato il disagio comunicato dai diversi ospiti del bed&breakfast, non abituati allo scandire notturno delle ore durante il loro soggiorno in paese.

«Personalmente - ha precisato Imarisio - non sono mai stato disturbato dal battito notturno delle ore delle campane, ma comprendo che i turisti che giungono in campagna per rilassarsi e distaccarsi dal tram tram cittadino, auspichino silenzio, pace e relax, specialmente durante le ore di sonno. Non credo che interrompere il battito notturno delle ore possa costituire un problema per la comunità. Una richiesta per altro - precisa Imarisio - che non ha nulla a che vedere con le esigenze liturgiche». Lo stesso vale per gli ospiti del vicino b&b Dubini e per quello, temporaneamente chiuso, di Palazzo Tornielli; tutte strutture ubicate nel concentrico a poca distanza dalla parrocchiale che, complessivamente, possono ospitare fino a circa 26 persone.

Sulla questione era stato interpellato, per competenza, il parroco del paese il quale, a sua volta, aveva rimandato la decisione al Comune avendo quest’ultimo, in carico  la manutenzione delle campane e, parrebbe, anche la gestione del servizio stesso. L’istanza di soppressione del battito delle ore nella fascia oraria notturna era così stata portata in giunta e in consiglio e, pur avendone il consiglio ritenuta possibile una interruzione tra le ore 23 e le 6 del mattino, aveva altresì ritenuto  di proporre un sondaggio tra la popolazione prima di esprimersi definitivamente in merito. I cittadini che si sono recati presso gli uffici comunali nelle ultime settimane per esprimere il proprio pensiero sono stati numerosi; resta tuttavia l’auspicio tra i proponenti la richiesta, che si sia ben compresa la motivazione di tale istanza.

«Anche la ricettività - ha aggiunto Imarisio - fa parte di una microeconomia che alimenta la vivacità dei piccoli paesi. Mi piacerebbe pensare che queste attenzioni e premure verso il turista, che per altro non tolgono nulla alla tradizione e alla comunità stessa in termini di servizio e consuetudini di pubblica utilità, possano venire recepite e comprese come un beau geste di accoglienza e socialità».