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  • 04 giugno 2024
  • Cella Monte

Presentazione

“Le voci della Pietra” progetto della Fondazione Ecomuseo

Sabato mattina l'inaugurazione

Il grande patrimonio storico-culturale e geologico tangibilmente intessuto nella civiltà monferrina, core/buffer zone Patrimonio Unesco, ha ora una sua preziosa estensione intangibile raccolta ai bordi della memoria, prima che il tempo ne spazzasse via il ricordo. Una rappresentazione immaterialmente plastica, che ne salvaguarda ancestrale bellezza, di una dimensione intrinsecamente legata a questa terra e al Dna della sua gente.

Si chiama “Le voci della Pietra” l’articolato progetto della Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte che, attraverso dedicati ambienti accuratamente disegnati e ricostruiti, recupera ed esprime le diverse sfaccettature di un’arenaria che va oltre l’arenaria stessa, per raccontare l’evoluzione geologica del Monferrato, la storia dei suoi cavatori, la suggestione degli Infernot, la creatività di una balena “ritornata” (opera dell’artista Giovanni Tamburelli) e la saviezza di detti e proverbi che, di fatto, hanno plasmato usi, costumi e territorio del Monferrato casalese.

In un format dinamico e partecipato, i nuovi ambienti custoditi a Palazzo Volta sono stati inaugurati sabato mattina dal Presidente Corrado Calvo, insieme al sindaco Maurizio Deevasis, all’assessore regionale Vittoria Poggio, al presidente della Provincia di Alessandria Enrico Bussalino, al presidente dei Paesaggi Vitivinicoli Langhe-Monferrato e Roero Giovanna Quaglia e al presidente della Fondazione Cral Luciano Mariano, alla presenza di numerosi sindaci, Paola Pugno e molti altri.

La mattinata è stata un’alternanza di testimonianze e teatralità a cura dei diversi professionisti impegnati nella realizzazione della nuova offerta ecomuseale che, una volta di più, concorrerà a creare maggiore attrattività al borgo di Cella Monte e all’intero Monferrato.

I quattro i nuovi ambienti di approfondimento si snodano tra il primo piano e la galleria che collega le due corti di Palazzo Volta. La Sala della Geologia, curata dai geologi Donata Violanti, Alfredo Frixa e Paolo Sassone, conta 6 maxi pannelli documentali (VB-Creative), riferiti ad altrettante epoche geologiche (Eocene, Oligocene, Miocene, Pliocene, Pleistocene e Olocene), corredati da fossili e immagini fotografiche. La Sala dei Cavatori, invece, offre una vera e propria esperienza immersiva di grande suggestione, con immagini, racconti, rumori, attrezzi originali e suoni che ricreano l’atmosfera tipica delle cave di estrazione della pietra.

La proposta, curata da Max Biglia, con i racconti di Annita Rosso e degli Amis d’la Curma, è interpretata con aderenza e pathos da Ramona Bruno, Mario Saldì e Marco Bersano del Collettivo Teatrale, mentre la scenografia, ricreata nelle cave della Cantina del Castello di Uviglie, è ripresa dal filmaker Luca Percivalle e da Francesco Cusanno. Nella luminosa stanza degli stucchi è poi allestita la Sala degli Infernot, con scatti d’autore dedicati agli ipogei, singolarmente catturati da sette fotografi professionisti quali sono: Ilenio Celoria, sono apprezzabili gli scatti di: Cosimo Maffione, Maurizio Galimberti, Jacques Pion, Luciano Bobba, Gabriele Croppi e Nicola Sacco.

Di  reminiscenza in reminiscenza, infine, prende vita il museo en plein air “Proverbiarium”, pensato da Percivalle e dall’etnomusicologo Flavio Giacchero, per far rivivere la tradizione orale, la voce degli abitanti dei borghi e la saggezza racchiusa nelle loro espressioni. 320 voci di bambini, adulti e anziani, pronunciati nelle diverse sfumature vernacolari, ripropongono detti e proverbi. 

Sono sponsor: Fondazioni Cral e Crt, Gal Basso Monferrato Astigiano e Regione Piemonte, in collaborazione col Comune di Cella Monte.


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Daniela Sapio

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