Articolo »

  • 07 novembre 2026
  • Casale Monferrato

Intervista

Andrea Albertini e l'omaggio a Morricone: «Una musica che arriva dritta al cuore, ci fa vibrare»

Sabato 7 novembre alle 21 al Municipale

Il maestro Andrea Albertini con l’ensemble al femminile Le Muse

Ritorna sabato 7 novembre alle 21 al Teatro Municipale l’omaggio a Morricone che aveva entusiasmato il pubblico casalese un anno fa. 

A detta di chi c’era un’occasione imperdibile per ripercorrere le emozioni di colonne sonore immortali. Ma dietro lo spettacolo c’è un artista tortonese: Andrea Albertini, direttore d’orchestra, fondatore dell’ensemble le Muse e una passione molto personale.

Da quando ha cominciato a interessarsi della musica di Morricone?
Da una decina di anni. Dopo la sua morte gli esecutori sono spuntati come funghi, ma noi abbiamo cominciato a lavorare su questo tributo monografico durante la nomination al suo secondo oscar. Del resto, sono sempre stato appassionato di cinema e musica e non solo di Morricone, anche Nino Rota, Henry Mancini. 

C’è stata una conoscenza diretta con il maestro? 
Ci siamo incontrati un paio di volte, la prima a Monaco di Baviera. La mia agente gli scrisse che volevo conoscerlo e lui si incuriosì. In effetti era un po’ scettico sull’uso della sua musica, ma fu molto tenero e umano. Ci mettemmo a parlare e mi fece molte domande, però in quell’occasione c’era anche un maestro di scacchi che finì per monopolizzare la sua attenzione, lui era appassionatissimo del gioco.  La seconda volta mi invitò all’Accademia di Brera in occasione della sua Laurea Honoris Causa tenne una lectio magistralis straordinaria.     

Se pensiamo alle sue colonne sonore troviamo figure molto particolari di esecutori, come ad esempio Alessandroni e il suo mitico fischio, lei come ha scelto i suoi musicisti? 
E’ un ensemble di fiati e archi di nove elementi, nove muse, che propone la musica di Morricone in una trascrizione studiata appositamente. Quindi, ad esempio, quel fischio è riprodotto fedelmente dall’ottavino. Mi piace ricordare però che la famiglia di Morricone, di solito molto severa negli utilizzi della musica del maestro, non ha mai sollevato obiezioni sul nostro progetto. Oltretutto con noi c’è anche Susanna Rigacci, la solista con cui il maestro lavorò negli ultimi 15 anni. 

Il vostro, però, non è uno spettacolo solo di musica… 
Ci sono immagini che evocano film e poi una mia narrazione che ripercorre la carriera del Maestro. Per lui non fu affatto semplice all’inizio, basti pensare che la prima scelta di Leone per i western fu Angelo Lavagnino, con cui aveva già lavorato nel Colosso di Rodi. E poi in quel periodo Ennio si era appena licenziato dalla Rai dopo appena 24 ore dall’assunzione e non era ben visto nell’ambiente. Parlando, però, si ricordarono di essere stati compagni di scuola alle elementari, da lì l’atmosfera si stemperò e nacque uno straordinario sodalizio artistico e una grande amicizia.

Nel programma troviamo il meglio delle colonne sonore di Morricone da Sergio Leone e un assaggio della sua attività compositore per i grandi interpreti della canzone italiana. Manca solo il Morricone musicista d’avanguardia. 
E’ un po’ il mio rammarico, in effetti non c’è quella che lui chiamava “Musica assoluta”, ma forse quella richiederebbe un altro contesto.   

Come mai la musica di Morricone piace così tanto a tutti? 
Contiene lo stesso segreto di tutta la musica italiana, quella di Verdi e Puccini: arriva dritta al cuore, ci fa vibrare. Lui aveva solide basi musicalo, si era diplomato con Petrassi, ma quel gusto della melodia, che troviamo già nel 700 con Vivaldi, ce l’abbiamo solo noi.

Alberto Angelino


Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Re Tartufo

Re Tartufo
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!