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  • 24 gennaio 2023
  • Casale Monferrato

Mercoledì 25 gennaio

"U(r)topias" al Municipale la prima nazionale dello spettacolo

L'opera della coreografa greca Patricia Apergi

We Speak Dance. Ricco calendario di danza contemporanea realizzato da Piemonte dal Vivo

Mercoledì 25 gennaio alle ore 21 il Teatro Municipale di Casale Monferrato ospita la prima nazionale dello spettacolo “U(r)topias” (con la Aerites Dance Company), inserito nel ricco calendario di danza contemporanea We Speak Dance, rassegna promossa da Piemonte dal Vivo (info e biglietti sul sito e nei punti vendita VivaTicket e la sera dello spettacolo al botteghino del teatro). La parola U(r)topias deriva dal greco e significa “non luogo”.

Il prefisso “Ur” – ‘antico, primitivo, prototipo’ – simboleggia il percorso per la definizione di una nuova utopia, che rivisita la nostra storia. Che tipo di utopie dobbiamo inventare e costruire nel XXI secolo? U(r)topias sono l’immaginario e i luoghi ideali dove una società e comunità può rintracciare uno stile di vita perfetto, imparando dai fatti della storia e rileggendola. Questo concetto è connesso con l’idea coreografica di una caduta, quella che la performergreca Patricia Apergi ama anzi definire l’”utopia della caduta”. La sua ricerca si basa sul momento in cui una persona perde il controllo. Il finale è prevedibile per gravità. Ma che cosa accadrebbe se cercassimo di cambiarlo? Se affrontassimo questo movimento in modo non logico?

È una maniera per suggerire a una nuova rivoluzione, una nuova resistenza o un nuovo modo di cadere e fallire che potrebbe simboleggiare una grande vittoria. Proprio con la Aspergi ci siamo chiesti da dove nasce l’esigenza di portare in scena questo spettacolo: «Il pezzo è stato creato esattamente dopo il primo lockdown. Pertanto, riflettendo l’era contemporanea e il periodo di Covid 19 che tutte le società stanno superando, ci chiedevamo come trasformare la caduta di una società in vittoria? Quante cose possiamo imparare dal nostro passato, dal nostro patrimonio e dalla nostra storia, per osare parlare di una vittoria attraverso una sconfitta? Possiamo avere Eroi che sono perdenti?Tutte le grandi pagine della storia sono piene di incidenti in cui i vincitori hanno perso le battaglie ma alla fine hanno vinto la guerra...». 

E per il nostro futuro? «Nel nostro pensiero, abbiamo bisogno di visitare il nostro passato per parlare del nostro futuro, ecco perché suggeriamo Urtopias come una visione, un sogno, una proposta per un modo di vivere. Le Urtopie sono i luoghi immaginari e ideali dove una società/comunità può trovare un ideale stile di vita, equilibrio, paradiso, imparando dai fatti della storia e rileggendola».Ma il “cadere” per lei cosa rappresenta? «Colleghiamo questa idea con l’idea coreografica di una caduta, quella che ci piace chiamare “utopia della caduta”. La nostra ricerca si è basata sullo slancio in cui una persona perde il controllo a causa di una caduta. Il finale è prevedibile a causa della gravità. Ma cosa accadrà se proviamo a cambiarlo? Se affrontiamo questo movimento in modo non logico? È dal mio punto di vista un modo per suggerire una nuova rivoluzione, una nuova resistenza o un nuovo modo di cadere o di fallire che potrebbe simboleggiare una grande vittoria».


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