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Se la poesia fa... cabaret! Canto, comicità, parodia, tutto in chiave spensierata

Chi l’avrebbe detto che la poesia può mescolarsi al cabaret creando un inaspettato siparietto comico-intellettuale? L’originale esperienza è stata vissuta sabato scorso al Teatro Comunale di Moncalvo con Io fo’ buchi nella sabbia a cura dell’Associazione Parole e Musica. Uno spettacolo certamente ricco di contaminazioni che ha proposto al pubblico un mix fra poesia, canto, comicità e un pizzico di parodia, il tutto in chiave comica e spensierata. Il duo Massimo Bagliani e Isabella Robotti incarnano una comicità moderna che, nelle diverse scenette rappresentate, mette in contrasto le innovazioni nella società odierna con le seppur nostalgiche note dei decenni trascorsi. La serata romantica... Ecco che nell’organizzazione di una serata romantica non basta più l’abito elegante ovvero una francesizzata “vestiment” ma ci vuole la location, l’atmosfera e qualche invito stravagante: una volta il richiamo era la visita alla collezione di farfalle… oggi è la collezione di tatuaggi. Poi c’è la serenata e anche per le allegre canzonette che hanno fatto la storia del Novecento è giunto il tempo di innovarsi come capita a “Parlami d’amore Mariù” che abbandona, sul palcoscenico di Moncalvo, le dolci sonorità originarie per assumere una ritmata versione rap. In continuo avvicendamento fra ieri e oggi e fra poesia e canzone, lo spettacolo alterna citazioni di Prévert a racconti esilaranti come quello del viaggio a Napoli all’insegna della paura del borseggio al punto che “dalla finestra dell’hotel non si vede più il mare perché hanno scippato anche quello”. La poesia d’amore riprende il possesso dello spettacolo con i versi del cileno Pablo Neruda e “Il tuo Sorriso” per poi cedere il posto a una moderna e contrastante rivisitazione della comunicazione giovanile attraverso incomprensibili sms. Non manca una certa comicità letteraria che trae spunto da originali ossimori quali “nelle più alte vette dei bassi Pirenei” e il “ghiaccio arrostito”. Per poi tornare alla canzone nella quale Battisti, nel celebre pezzo di “Eppur mi son scordato di te” che recita “non piangere salame dai capelli verde rame”, avrebbe cantato in realtà il grido di dolore di una parrucchiera che aveva sbagliato tinta. Fra sogno e parodia, Bagliani, sul palco, contrasta la moderna inadeguatezza portata in scena da Isabella Robotti, nei panni ora di una rabelaisiana show girl, ora di una scocciata impiegata postale. In cartellone... Venerdì 6 dicembre invece torna un classico goldoniano - “La Locandiera” - con la Compagnia Jurij Ferrini, mentre venerdì 13 dicembre verrà rappresentata, “Elisewin” con l’Associazione Grandangolo”. Per informazioni: Arte & Tecnica, tel. 0141 31383, dalle 9 alle 13, sabato escluso.

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Laura Mellina

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