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Al Teatro "Verdi" di Pontestura apprezzato concerto dello chansonnier Giorgio Conte

Sabato 14 gennaio a Pontestura, apprezzato concerto del cantautore Giorgio Conte che ha presentato i tredici brani del suo recente album "C.Q.F.P. (Come Quando Fuori Piove)". Un gradito ritorno al Teatro “Giuseppe Verdi” del raffinato chansonnier astigiano che, ogni volta, sa sorprendere il pubblico con ironia, eleganza e la capacità di emozionare e divertire. Nel concerto di sabato Giorgio Conte sarà accompagnato da Walter Porro (coro, fisarmonica e piano acustico) e da Alberto Parone (batteria, percussioni e vocal bass). C.Q.F.P. (Come Quando Fuori Piove) è il nono disco a partire da Zona Cesarini del 1983. Il titolo riporta una frase promemoria per ricordare l’ordine dei semi sulle carte da gioco: cuori, quadri, fiori e picche. Anche nell’universo poetico di Giorgio Conte i cuori vengono per primi e le picche per ultime. Il disco è nato nella casa del cantautore, sulla collina di Viatosto, alle porte di Asti, con il contributo di Walter Porro. Si riconoscono il richiamo dei suoi luoghi, della natura, delle cose semplici di una terra di provincia che ha sempre tanto da dire, magari sottovoce. Sono dodici canzoni sue e una, stupenda, di Paolo Monticone. In questi brani troviamo la leggerezza, la sorridente accettazione dei casi della vita, in personaggi e in storie dove non c’è tragedia, dove la sconfitta è solo temporanea e riscattata da un sorriso; dove la morte, nella canzone intitolata Sorpresa, è la fine di una crociera senza ritorno, con il protagonista che prima di scendere “… va a restituire la chiave e a pagare il minibar”. Racconta lo stesso Giorgio Conte: «È un disco pieno zeppo di effetti speciali: c’è il richiamo del cinghiale in amore, ci sono i carillons, il canto del gallo, il fruscio delle spazzole e il rumore di due scatole di chiodi, un’armonica a bocca suonata da uno che non la sa suonare, c’è il richiamo della quaglia e il verso della tortora e della civetta, il rumore della selce che mola la falce… È un album fatto come volevo io, in casa mia, con le mie chitarre e con il mio pianoforte (non proprio di gran marca), con i suoi rumorosissimi pedali…».

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Laura Mellina

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