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Trasporti
La "Milano-Mortara" va avanti, la "Casale-Mortara" resta al palo?
Servono programmi e obiettivi
Claudia Maria Terzi, assessore a Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile della Regione Lombardia, torna a sollecitare il Ministero dei trasporti e Rfi (Rete ferroviaria italiana) rispetto alla necessità «di sbloccare il progetto del raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara».
Siamo di fronte a una buona notizia per il Piemonte e il Casalese? La risposta potrebbe essere un no, piuttosto che un sì. Questo perché la Lombardia ha sempre guardato, almeno in tempi recenti, agli interessi di un territorio che finisce sul confine geografico con la Regione vicina. Colpa della politica? Certo. Benché non unicamente. Quella che ancora oggi pesa è l’assenza di un sistema forte e capace di spingere i decisori, a cominciare dalla Regione Piemonte che ha le competenze dirette, e l’Agenzia piemontese per la mobilità, a giocare un ruolo più attivo, anche in termini di utilizzo delle risorse, per puntare alla realizzazione di una rete di trasporto che va vantaggio di tutti i territori interessati.
Raddoppio strategico
L’assessore Terzi nello scorso mese di marzo aveva scritto una lettera al ministro Enrico Giovannini e all’amministratore delegato di Rfi, Vera Fiorani, in cui ha affermato che «il raddoppio della Milano-Mortara è strategico per lo sviluppo del servizio ferroviario: Regione Lombardia ha sempre chiesto convintamente a Ministero e Rfi di realizzare quest’opera, sulla quale c’è l’assenso degli enti locali».
E in Piemonte come stiamo? «Credo bastino alcuni ‘titoli’: ferrovia da Casale verso Chivasso/Torino: solo feriale e solo lento; verso Alessandria/Genova: solo feriale e solo lento; verso Mortara/Milano: sospesa, attiva in circa una settimana; verso Vercelli: sospesa, attiva in circa sei mesi; verso Asti: sospesa, attiva in circa diciotto mesi. Sul fronte del trasporto passeggeri su gomma abbiamo tanti autobus e poche corse, tante aziende e nessuna cooperazione, tante fermate e poca programmazione».
Angelo Marinoni, titolare di uno studio di ingegneria per la mobilità e l’aeronautica, e coordinatore della Commissione interventi strategici della Fondazione Slala - Sistema logistico del nord ovest d’Italia, ha pronunciato queste parole durante un evento organizzato a Casale Monferrato. E rispetto alle prime cose da fare, aveva aggiunto: «Un elemento fondamentale è l’individuazione dei flussi. Una programmazione inefficace cerca di rispondere con offerte diverse a domande diverse, mentre una programmazione efficace induce la domanda con un’offerta completa che sappia rispondere alle diverse istanze».
Casale-Mortara: quale ottica?
La Casale – Mortara, la cui riattivazione è stata inizialmente concepita come collegamento del Monferrato con Milano, è invece lo strumento dell’area metropolitana per completare le relazioni con tutti i territori in cui ha reciproco scambio socioeconomico: il Monferrato, l’Alessandrino e il Valenzano (turismo, logistica e distretto orafo). In questa ottica, il raddoppio Albairate – Mortara non ha solo un valore locale, ma è uno strumento fondamentale, e un obiettivo facilmente perseguibile, per dare «compimento a una sottorete di efficacia enorme su un vasto territorio che va da Milano al Monferrato, con prospettive di andare oltre Casale Monferrato spingendosi fino ad Asti nel medio periodo».
Ecco perché è essenziale fare capire ai lombardi, e qui torna sempre in gioco la politica, che la valenza del potenziamento della tratta ferroviaria è bidirezionale: i piemontesi che vanno a Milano e Milano che va verso il Monferrato. E non solo. Perché, come ha ricordato sempre Marinoni, non è secondario «il tema corridoio-logistica-intermodalità cui quel raddoppio può dare un grande contributo, contributo che non verrebbe valorizzato se lasciato alla visione di trasporto locale suburbano».
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