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Consiglieri comunali simbolicamente incatenati per difendere l'ASL casalese

Incatenati simbolicamente ogni mattina davanti all'ospedale Santo Spirito, almeno fino a quando non si risolverà la questione relativa al Laboratorio Analisi. «Perché ridimensionare il laboratorio significa chiudere le sale operatorie, ridurre l'attività del DEA a 12 ore al giorno contro le attuali 24, eliminare la terapia intensiva. Le donne di Casale andranno a partorire da Alessandria, e gli infartuati dovranno essere portati ai Santi Biagio e Arrigo con un tragitto più lungo e maggiori rischi...», dice Edoardo Montiglio, Forza Italia, uno degli autori della protesta, sottolineando «che è quanto ha scritto la Regione stessa nella delibera del 3 agosto». È iniziata ieri mattina, lunedì, la protesta dei consiglieri dell'opposizione casalese davanti al Santo Spirito per la difesa dell'ASL, dopo la dichiarazione della Presidente della Regione Mercedes Bresso di riaprire la discussione sulla vicenda relativa alla sede legale dell'unica Asl alessandrina. Accanto a loro anche gli esponenti in Consiglio comunale dello SDI, Giuseppe Iurato e Francesco Lanziani: «Restiamo nel centro sinistra», chiarisce Iurato, «ma la battaglia dell'Asl l'abbiamo sempre combattuta e continueremo con coerenza». Discussione riaperta sulla sede legale, ipotesi di ridimensionamento del Laboratorio Analisi e conseguentemente il timore che anche l'attività dell'ospedale finisca per risentirne pesantemente. Queste le ragioni che hanno spinto gli esponenti di Forza Italia, An e Lega, e anche lo SDI a decidere di riprendere la protesta. «Vorremmo sapere dove sono finiti quei signori che avevano promosso la fiaccolata a dicembre del 2001!», aggiunge Edoardo Montiglio sventolando il volantino dell'allora comitato per la difesa dell'ASL e del Santo Spirito. «A questo punto è evidente – aggiunge Nicola Sirchia – che la promessa della Bresso era solo un bluff elettorale, oltre che un tentativo di salvare la maggioranza casalese e uno schiaffo alla nuova amministrazione di Alessandria. È già in atto un reale depauperamento dei servizi, basti pensare al Laboratorio Analisi», continua Sirchia. «E poi vorremmo sapere cosa ne pensano il sindaco e il vicesindaco. Non ci basta sapere che Mascarino è tranquillo». «Inaccettabile - ribadisce Marco Botta - fare lo scaricabarile sui sindaci; ciò aprirebbe solamente un contenzioso, creando una ulteriore spaccatura sul territorio di cui non c'è proprio bisogno. «C'è invece bisogno di due ASL, perché il nostro è un territorio composito, con molti anziani. «Chiederemo un incontro ai capigruppo regionali di An, F.I. e Lega; speriamo che possa unirsi anche lo SDI». «Bisogna rilanciare il ruolo di Casale», aggiunge Beppe Filiberti, Lega, che invita il sindaco Mascarino a chiedere alla Regione «che a questo punto si faccia a Casale l'ASO, l'Azienda Ospedaliera, invece che ad Alessandria e che il nuovo ospedale venga costruito qui». E se Pietro Calonico propone una marcia su Torino dei dipendenti ospedalieri Edoardo Montiglio chiude con una battuta: «Affittiamo 300 mercedes e andiamo tutti in Regione a protestare...».

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Barbara Marini

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