Articolo »

Il 25enne ghanese

Cordoglio in Monferrato per la scomparsa del giovane John

La catena di solidarietà era stata citata come modello da Papa Francesco

Si è spento questa notte, nella sua terra natia, John, il 25enne ghanese sbarcato in Italia 16enne e vissuto nel Monferrato per 5 anni, prima di contrarre un male incurabile e incontrare la solidarietà di molti monferrini, così come apprezzata anche da Papa Francesco durante l’Angelus del febbraio scorso.

Quella di John è stata storia breve, troppo breve, e drammatica ma, anche, amore. Nel Monferrato, era stato inizialmente preso in carico dalla Cooperativa Senape e, da subito, si era dimostrato un bravo ragazzo, rispettoso, attivo ed educato tanto che, presto, si era fatto ben volere integrandosi appieno nella comunità vignalese, dove aveva anche iniziato a lavorare in una locale azienda vitivinicola ed era andato a vivere in un alloggio della parrocchia insieme ad altri connazionali.

Poi, nell’estate del 2021, dopo un breve trasferimento ad Imola per ragioni di lavoro, erano sopraggiunti i primi sintomi e, a settembre, il ricovero in ospedale e la diagnosi: una brutta ed avanzata neoplasia al fegato. Un male incurabile del quale John ne aveva presa coscienza solo più tardi, durante il ricovero in Hospice a Casale Monferrato.

Caduto nello sconforto più grande, a poco a poco, grazie allo staff e allo psicologo dell’Hospice, aveva iniziato a prendere consapevolezza delle condizioni accogliendo l’invito, che per lui fu anche desiderio, di tornare a casa per riabbracciare il padre. Su impulso di Gabriella Roato Gaudio, Ermanno Fumagalli, il sindaco Tina Corona, Rocchina Scavone, Matteo Macchi e Gian Mario Cotti della Caritas diocesana, tutta Vignale, con l’amico connazionale Seth Agyei, aveva presto fatto cordata per esaudire l’ultimo desiderio di John, così come riassunto dalle parole di Papa Francesco risuonate in piazza San Pietro: “quel paese del Monferrato ha fatto subito una raccolta e imbottito John di morfina lo hanno messo su un areo per morire nelle braccia del papa”. Giovedì 3 febbraio il volo da Linate e, in serata, l’abbraccio alla sua famiglia d’origine, con una scorta di medicinali in borsa e la speranza nel cuore, rispetto ad una malattia gravissima, la cui percezione, nell’anima di John, trovava conforto anche nel nostro Dio, oltre che in una cultura che va oltre la scienza.

Negli ultimi tempi, le condizioni di John erano andate sempre più aggravandosi con l’impossibilità aggiunta di deambulare e, malgrado la continua fornitura di farmaci dal Monferrato (ancora 10 giorni fa gli erano stati recapitati morfina e cortisone), la situazione era evidentemente giunta al limite: la notte scorsa, il trapasso. Di lui, resterà il ricordo di un bravo ragazzo, curioso, vivace e con la voglia di lavorare, nonché di affermarsi e di riscattare quel destino drammatico, e spesso impossibile da cambiare, di molti giovani africani. Chiara Cane


Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Mauro Bardella

Mauro Bardella
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!