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San Salvatore e il caso Ipab: sabato la protesta in piazza

Gli operatori dell’Ipab casa di riposo Santa Croce promuoveranno un presidio domani, sabato 12 gennaio, in piazza Carmagnola, di fronte al Municipio, dalle ore 10 alle ore 13. Lo ha comunicato mercoledì con una nota la segreteria provinciale Fp Cgil sottolineando, per voce di Claudia Stinco, che «ad oggi, dopo un paio di incontri infruttuosi con il Commissario sul futuro dell’ente e delle operatrici e operatori della casa di riposo, e dopo un ulteriore incontro davanti al Prefetto con rappresentanti dell’Ipab, Concessionario e Comune, per chiedere garanzie rispetto al futuro dell’Ipab e dei sedici dipendenti dell’ente, nulla si sa se non che a chi lavora per assicurare le cure necessarie agli ospiti è stato pagato solo un acconto della tredicesima di dicembre, con ritardi, nei mesi precedenti, nei pagamenti degli stipendi». L’Ipab Santa Croce dal maggio 2012 è stata Commissariata, a seguito delle dimissioni del Consiglio di Amministrazione e dell’intervento presso la Regione Piemonte del Comune di San Salvatore per verificare la possibilità di prosecuzione dell’attività dell’ente. Operatori e sindacato «chiedono a chi ha la responsabilità di decidere sulle sorti dell’Ipab garanzie di prosecuzione dell’attività, garanzie occupazionali e contrattuali» e ai cittadini attenzione e una presa di coscienza dell’importanza sociale che per il proprio territorio ha la sopravvivenza dell’Ipab Casa di Riposo Ospedale Santa Croce ed il lavoro dei suoi operatori. «La situazione è molto intricata - spiega il sindaco Corrado Tagliabue - siamo sensibili al loro problema ma la questione è gestita dal commissario: a tal proposito auspico da parte della Regione Piemonte la rinomina di Tortarolo che, a mio avviso, ha svolto un buon lavoro, così come l’ultimo Cda. Come Comune invece abbiamo fatto quanto possibile e siamo stati pignorati…» Un auspico, quello del sindaco sansalvatorese, che sembra aver trovato conferma: il mandato del commissario Sandro Tortarolo, scaduto il 31 dicembre scorso, pare sia stato prorogato per altri sei mesi, anche se il diretto interessato non avrebbe ancora ricevuta la relativa notifica. «La tutela degli ospiti è la massima garanzia cui voglio attendere perché con ciò si tutela anche il complessivo funzionamento della casa di riposo e quindi anche i lavoratori» ha commentato lo stesso Sandro Tortarolo aggiungendo che in questo momento non è auspicabile qualsiasi azione che vada a portare allarmismi sul funzionamento della struttura e che quindi si trova «totalmente in disaccordo con l’azione intrapresa dal sindacato». Una vicenda certamente delicata che interessa l’intero territorio.

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