Una grande folla, con tanti personaggi, ai funerali celebrati dal cardinale Poletto - Ieri la camera ardente nel suo ufficio alla Cerutti
Una grande folla ha gremito la Cattedrale stamattina, per i funerali del Cavaliere del Lavoro Tere Cerutti, celebrati dal cardinale di Torino Severino Poletto. Al suo fianco i vescovi Pacomio (Mondovì) e Catella.
Vastissime le rappresentanze del mondo politico, istituzionale, sindacale e anche sportivo. Nella foto, ad esempio, si scorgono Giorgio La Malfa, Fabrizio Palenzona e alle loro spalle il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. Fra gli altri, anche gli ex presidenti di Confindustria D'Amato ed Abete, gli ex ministri Maccanico e Rognoni.
Particolarmente commosse le testimonianze dei quattro nipoti, Luigi, Valentina, Costanza e Maria Teresa.
Tere Cerutti è poi stata sepolta nella tomba di famiglia al cimitero di Casale, accanto al marito Luigi.
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Facciamo ora un passo indietro.
Giovedì ore 12. Il feretro di Tere Cerutti Novarese giunge davanti alla sede di via Adam delle Officine Meccaniche. Ad attenderlo, da oltre mezzora, ci sono centinaia di dipendenti: operai, impiegati, quadri, ma anche numerosi ex lavoratori della storica azienda di Oltreponte che hanno voluto rendere omaggio a questa donna che con la sua famiglia ha caratterizzato per decenni l’economia e l’attività imprenditoriale di Casale. Tra i presenti anche una rappresentanza dell’Amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Giorgio Demezzi e dal presidente del Consiglio comunale Grazia Bocca, rappresentanti di maggioranza ed opposizione.
I pennoni davanti alla sede della società portano le bandiere aziendali ammainate a mezz’asta. La bara coperta col vessillo bianco-azzurro della Cerutti viene deposta all’ingresso della palazzina che ospita gli uffici della dirigenza. È don Marco Pivetta, parroco del Ronzone, a impartire la benedizione. In prima fila, chiusi in un dolore composto, i figli, Giancarlo e Mariella Cerutti, con i rispettivi consorti, Serena Monina e Antonio Maria Marocco, si uniscono con tutti i presenti, alle preghiere del sacerdote. Alle loro spalle i nipoti Maria Teresa, Valentina, Costanza (col viso solcato dalle lacrime) e Luigi.
Tutto si svolge in un’atmosfera di rispettoso silenzio: il feretro viene caricato a spalla da alcuni dipendenti che salgono il grande scalone, fino al primo piano e percorrono il lungo corridoio che termina nell’ufficio di Tere Cerutti, quell’ampia stanza che per anni ha visto ogni giorno al lavoro l’instancabile «signora delle rotative» e dove ora viene allestita la camera ardente. La salma viene esposta al pubblico: nel corridoio e sulle scale si snoda già un lungo corteo di persone in attesa di renderle omaggio. Dipendenti, personalità ma anche tanta gente comune.
«Con la signora Cerutti scompare un pezzo di questa azienda, una figura fondamentale della storia della società - commenta all’uscita dalla camera ardente Mirko Leone, addetto dell’ufficio commerciale - Era una figura che univa e racchiudeva in sè la decisione e lo spirito imprenditoriale dell’uomo con una passione tipicamente femminile. Era il collante dell’azienda, la persona che aveva traghettato la Cerutti dalla morte del marito fino ai giorni nostri, consegnandola nella mani del figlio. Ha lavorato per far sì che questa azienda abbia ancora un futuro».
Sul muro, a fianco del passo carraio dell’azienda, la lunga sequenza dei manifesti funebri con le numerose partecipazioni, tra cui quelli della Città e della Provincia di Alessandria, del Comune di Candia, della Filarmonica.
Nella foto, l'arrivo del feretro in azienda