Noa è stata Casalese solo per una giornata, ma è una giornata in cui Casale Monferrato si ricorderà di Noa e probabilmente anche Noa di Casale. Non sappiamo se la cantante dedica un tale affetto a tutte le città che attraversa nel corso delle sue lunghissime tournée mondiali (attualmente è a Mosca), ma l’impressione è che solo per Oyoyoy! e solo per Casale abbia voluto dare qualcosa di speciale.
Forse la prima consapevolezza che questa città attendesse da lei qualcosa di diverso da un concerto l’ha avuto al mattino nell’incontro con la stampa locale (v. news in questo sito).
Alcune domande che riguardavano la Sinagoga e il 25 aprile hanno fatto scattare in lei una certa curiosità e tra il concerto e lo Shabbat ha trovato in tempo per una visita a complesso di via Salomone Olper addobbato con i manifesti del Festival. ‘Wow!’ ha esclamato entrando nel Tempio e apprezzando contemporaneamente non solo la bellezza del posto, ma probabilmente anche l’orgoglio di tutti i Casalesi per vivere in un luogo dove si incrociano culture diverse.
Ed è così che Noa la più importante Cantante Israeliana ed esponente delle World Music ha stoppato per ben due volte il suo chitarrista impaziente di eseguire ‘La vita è bella’ e si è lanciata in sentito ringraziamento ai Casalesi. Per dirgli che hanno un teatro bellissimo, una Sinagoga bellissima, un museo ebraico e un museo dei lumi bellissimi. Ha ringraziato gli organizzatori del Festival, la comunità ebraica (la signora Ottolenghi in particolare) e poi ha parlato del 25 aprile, dell’importanza della memoria e di tutto quello che permette alla speranza e alla gioia di sopravvivere anche nei momenti difficili. Solo allora ha concesso alla musica di Piovani e alla sua voce di commuovere il pubblico e qualcuno dei cinquecento casalesi al municipale pensando al film e al discorso si è concesso un attimo di commozione.
L’impressione però è che per tutto il concerto lei abbia voluto dare tutto quello che poteva e anche di più. Più emozione nell’interpretare Waltz to the Road che apre sia la performance che Genes e Jeans, il suo ultimo album da cui che segna buona parte dello spettacolo. Più forza nel suonare i bonghi (che percussionista fantastica! dovreste vedere cosa riesce a fare con una lattina di olio!) e ancora più allegria in un pezzo come El Ha Maayan, dove alla fine trascina tutto il pubblico a cantare con lei . E’ un viaggio musicale completo attraverso la sua vita: un incrocio della cultura yemenita, che fa parte della sua famiglia, con quella israeliana e quella di New York dove è cresciuta. Si mescolano a ritmi e ballate emozionanti, spiritualità e modernità, tradizione e ricerca, poesia ed melodie vocali suggestive diventano lo strumento per ricordare al mondo le proprie origini!
Ma i Casalesi si ricorderanno a lungo di lei non solo per la musica. Dopo il concerto nel foyer non c’è stata persona che non abbia ricevuto da lei un autografo o scambiato una parola. E’ stato contentissima di ricevere krumiri e di posare insieme ai ragazzi dell’ANFASS per un ricordo. Qualcosa ci dice che presto la rivedremo.
a.a.
FOTO. Il teatro per Noa (f. Igor F. ed ellea) e al termine nel foyer coi ragazzi dell'Anffas